Servizi alla persona di nuovo in crisi tra calo dei consumi e caro energia

di Teresa Barone

Cresce il clima di incertezza tra le imprese del settore benessere, tra contrazione dei consumi dovuti all'inflazione e caro bollette che erode i ricavi.

CNA ha svolto un’indagine presso le imprese che operano nel settore del benessere e dei servizi alla persona come parrucchieri ed estetisti, rispetto raccogliendo opinioni e aspettative rispetto alla congiuntura caratterizzata dall’ingresso in una fase di nuove criticità legate all’aumento dei costi dell’energia e all’aggravarsi dello scenario macro-economico a causa del conflitto russo-ucraino.

Il 61,4% del totale delle aziende interpellate ha dichiarato di aver chiuso il 2021 con un fatturato inferiore a quello del periodo pre-pandemico. Tra queste il 19,4% ha dovuto provvedere ad un ridimensionamento strutturale.

Se il 31,8% ha recuperato la propria redditività in pieno dopo la crisi Covid,  il 6,6% ha perfino ottenuto performance migliori rispetto al 2019 grazie all’iniziale ripartenza dei consumi, che aveva impresso una grossa accelerazione al business. Gli ultimi mesi, tattavia, tra inflazione e caro prezzi, si sta delineando una nuova grossa frenata.

Indagando sulla percezione dei rischi per il futuro, infatti, l’indagine sottolinea come il 43,7% degli imprenditori percepisca un clima di incertezza destinato a generare una compressione dei consumi e un aumento dei prezzi di listino, scelta condivisa dal 53,1% del totale.

Una buona fetta degli imprenditori del settore benessere pensa di reagire investendo in marketing e nella gestione dei clienti. Il report, tra l’altro, mette in evidenza il forte orientamento all’innovazione delle imprese: l’81,3% è attiva sui social network, mentre il 43,2% dispone di un sito web aziendale e il 37,3% utilizza specifici software nelle relazioni con i clienti.

Per quanto concerne il credito, il 59,7% delle imprese vi ha fatto ricorso negli ultimi 5 anni a causa delle difficoltà determinate dalla pandemia (29,8%). Infine, in base a quanto emerso dalla rilevazione CNA, gli operatori del settore (estetisti e acconciatori) che trasferiranno in parte sui prezzi finali per la clientela l’aumento dei costi di gestione (utenze energetiche e rincari dei prodotti per i trattamenti) è pari a circa la metà degli intervistati.