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PNRR, un freno alle proposte elettorali di cambiamento

di Barbara Weisz

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Il vicepresidente UE chiama gli Stati a realizzare gli obiettivi del PNRR senza correttivi nonostante il caro materie prime: focus su debito e inflazione.

Gli Stati devono concentrarsi sull’attuazione del PNRR e non avanzare richieste di revisione degli obiettivi determinate dal caro pezzi delle risorse: il vicepresidente della commissione UE, Valdis Dombrovskis, non vede dunque di buon occhio le ipotesi di riscrittura dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza in considerazione del mutato contesto macroeconomico.

Bruxelles intende affrontare il nodo del caro prezzi ma, nel frattempo, i Paesi Membri devono portare avanti i proprio Recovery Plan con gli attuali target.

L’Italia ha attuato circa 20 degli obiettivi del suo PNRR sui 55 complessivi che vanno centrati entro fine 2022. La tabella di marcia sembra tutto sommato rispettare i tempi previsti, grazie anche all’accelerazione impresa dal Governo Draghi nelle ultime settimane.

A percorrere l’ultimo miglio sarà però il nuovo Governo eletto dopo il voto del 25 settembre. Ci sono spunti di dibattito politico anche tra le righe dei programmi elettorali, relativi all’opportunità di rivedere i target del PNRR considerando i nuovi prezzi delle materie prime.

E’ proprio su questo specifico punto che interviene Dombrovskis, intervistato dalla Stampa: nelle ultime linee guida è stata esplicitamente inclusa l’inflazione tra le circostanze oggettive che possono ostacolare il raggiungimento dei traguardi o degli obiettivi, ma Bruxelles insiste: «la revisione non porti a un abbassamento del livello di ambizione dei Piani e non torni indietro rispetto ai traguardi e agli obiettivi concordati».

Fra l’altro, per apportare eventuali aggiornamenti non ci sarebbero nemmeno i tempi tecnici,  per lo meno non in vista della prossima tranche. Il punto è il seguente: i fondi del PNRR sono stati «concepiti per spingere la ripresa economica post Covid», mentre «ora stiamo affrontando un altro rallentamento dovuto all’aggressione russa contro l’Ucraina». Quindi, sottolinea Dombrovskis «è importante che gli Stati Membri utilizzino effettivamente quei fondi per sostenere l’economia e per agevolare le riforme e gli investimenti».

Il vicepresidente UE è rigido anche sul fronte delle nuove misure di sostegno per famiglie e imprese contro il caro energia. «Oggi – spiega – non è possibile fornire un sostegno su vasta scala come è stato fatto in risposta alla crisi del Covid, perché gli Stati sono usciti dalla pandemia con livelli di debito molto più alti. Inoltre è importante che tali misure di sostegno non siano in contraddizione con quello che è l’obiettivo della BCE, vale a dire la riduzione dell’inflazione. Bisogna trovare il giusto equilibrio».

Con queste ultime considerazioni Dombrovskis fa un passo ulteriore, escludendo che l’Europa possa approvare nuovi piani di ripresa, come fatto con Next Generation EU. In realtà, Bruxelles è ora impegnata sul Piano per il prossimo autunno e sulle relative misure, a partire dal tetto al prezzo al gas. Il primo punto dell’agenda resta la situazione contingente legata agli approvvigionamenti alternativi a quelli russi. E resta sul tavolo anche il nodo del sostegno alla Transizione green.