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Green Pass per spostamenti, scuola e lavoro: verso il CdM

di Redazione PMI.it

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Anticipazioni pre-CdM: Green Pass per i mezzi a lunga percorrenza da settembre, ipotesi allo studio per il personale di esercizi con obbligo dal 6 agosto.

Il mese di agosto dovrebbe essere al riparo da nuove regole sul Green Pass, oltre a quelle che entrano in vigore venerdì 6: l’obbligo per salire su treni, aerei e traghetti non dovrebbe arrivare prima di settembre. I condizionali sono d’obbligo, una decisione non è ancora stata presa e bisogna aspettare il Consiglio dei Ministri, probabilmente giovedì 5 agosto, per sapere quale strada percorrerà il Governo.

Nel frattempo continua il confronto all’interno della maggioranza (con la Cabina di Regia chiamata a trovare una sintesi) e fra le parti sociali. Quello della Certificazione Verde per gli spostamenti lunghi non è l’unico tema sul tavolo: ci sono anche la questione dell’obbligo vaccinale per gli insegnanti in vista del rientro a scuola, il green pass nei luoghi di lavoro, eventuali correttivi al decreto che prevede i nuovi obblighi per eventi e ristoranti.

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Green Pass per gli spostamenti

Sul fronte mezzi a lunga percorrenza (treni, aerei, traghetti, pullman) solo con Green Pass, l’orientamento sembra quello di non intervenire nell’immediato, per non imporre una regola nuova in piena estate. La data più probabile per istituire l’obbligo di Certificato Covid per viaggiare in Italia, a prescindere dal colore della zona in cui si trovano le Regioni da cui partire o arrivare, è il primo settembre. Diverso il discorso per i mezzi pubblici: l’obbligo potrebbe essere problematico da mettere in pratica, per la difficoltà di effettuare i controlli senza rallentare la circolazione. Si studiano quindi eventuali misure alternative. Resta ferma l’esigenza di evitare che i mezzi pubblici si trasformino in uno strumento di diffusione del contagio da Coronavirus.

Green Pass a scuola

Le misure di contenimento sui mezzi pubblici e dei pendolari è strettamente legato a quello del ritorno a scuola, dove il tema più delicato resta però la questione obbligo per gli insegnanti, paragonabile a quello già previsto per il settore sanitario. In realtà, sembra che il Governo sia orientato solo a monitorare la situazione, per verificare quali siano effettivamente i numeri del personale vaccinato.

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Al momento, secondo i dati della struttura commissariale Covid, ci sono 219mila non vaccinati su 1,4 milioni di insegnanti. I livelli più bassi di vaccinazione fra gli insegnanti sono in Sicilia, Calabria, Liguria e provincia di Bolzano. Il primo sforzo dell’Esecutivo sarà quello di raggiungere il più elevato numero possibile di insegnanti da vaccinare, con iniziative mirate. Se restasse uno zoccolo duro di non vaccinati al 15%, allora potrebbe scattare l’obbligo di Green Pass. Ci sono comunque, nella maggioranza di Governo e sembra anche fra gli stessi ministri, esponenti che propenderebbero per una linea più rigida, che preveda subito l’obbligo. Vedremo cosa emergerà in CdM.

Green Pass sul lavoro

In merito alle proposte di Green Pass sul lavoro, il premier Mario Draghi, ha incontrato il 2 agosto i sindacati per un primo confronto. I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato disponibilità e aperture, ma non all’ipotesi di demansionamento, licenziamenti i discriminazioni legate alla scelta di non vaccinarsi. Non è chiaro se il Governo, su questo fronte, si prepari a decidere in tempi brevi (entro il prossimo CdM) oppure se si tratta solo dell’inizio di un confronto destinato a durare più a lungo.

SI è discusso anche della possibilità di vaccinare il personale di bar e ristoranti o degli altri esercizi per i quali dal 6 agosto scatta l’obbligo di Green Pass, ma non ci sarebbero né i tempi né i necessari appigli normativi, finchè non sarà chiarita la questione su un piano più generale.

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«I ristoratori sono pronti -, ha dichiarato ad ogni modo il presidente di Confcommercio Milano, Lino Enrico Stoppani -, la vaccinazione è l’unica soluzione per uscire dalla grave emergenza, ma c’è una situazione da chiarire su quelle che sono le responsabilità legate ai controlli. Noi avremmo preferito per esempio il sistema dell’autocertificazione con la quale siamo andati avanti per mesi, anche in situazioni più gravi dal punto di vista sanitario».