Tratto dallo speciale:

Vaccino Covid Scuola: rientro senza DAD, i dati per Regione

di Redazione PMI.it

scritto il

Ipotesi di Governo per le regole sul rientro a Scuola e i dati sulla campagna vaccinale di docenti e personale scolastico, con le disparità regionali.

A due mesi dalla ripresa dell’anno scolastico, il tema della vaccinazione dei docenti e del personale della Scuola, è all’ordine del giorno il dibattito sull’opportunità di introdurre l’obbligo di vaccinazione anti Covid per insegnanti e ATA: il Commissario straordinario all’emergenza, il Generale Francesco Paolo Figliuolo, esorta Regioni e le Province Autonome ad incentivare la somministrazione del vaccino all’intera categoria, considerandola prioritaria e attivando corsie preferenziali presso gli hub locali ed attuando proattivamente il metodo di:

raggiungimento attivo del personale che non ha ancora aderito alla campagna vaccinale, coinvolgendo anche i medici Competenti per sensibilizzare la comunità scolastica in maniera ancor più capillare.

Rientro a settembre

Il governo vuole evitare che si ritorni sui banchi virtuali: l’obiettivo è scongiurare il ricorso massivo alla DAD, come ha spiegato il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi:

Tutti, vaccinati e non, potranno andare a scuola in presenza.

Ovviamente, i limiti logistici ed i rischi restano evidenti nelle strutture scolastiche (aule piccole, classi numerose, pochi spazi aperti) e per quanto concerne i trasporti pubblici, a dir poco insufficienti. Non è dunque pensabile, soprattutto alla luce della repentina diffusione della variante Delta (particolarmente rapida nel propagarsi proprio tra i più giovani), che si possa rientrare in aula senza mantenere tutti gli standard anti Coronavirus fin qui seguiti, a partire da mascherine e distanziamento. Alla luce di tutto ciò, appare evidente come sia oggi fondamentale completare il programma di somministrazione del vaccino agli insegnanti. Incerta invece la linea da seguire per i più piccoli, non essendo possibile vaccinare i bambini sotto i 12 anni. Almeno non fino a quando sarà terminata la sperimentazione (forse per fine 2021, inizio 2022). Al momento, però non sembra applicabile alcun obbligo di vaccinazione per gli insegnanti, almeno secondo le anticipazioni del sottosegretario alla Salute, Andrea Costa:

Al momento l’ipotesi di estendere l’obbligo vaccinale al personale scolastico non è sul tavolo perché non abbiamo ancora numeri certi che ci permettono di identificare l’entità del problema. Qualora ci dovesse essere una problematica rilevante sotto questo aspetto è una delle riflessioni che certamente dovremmo fare.

Il ministro Bianchi, chiederà un nuovo parere al CTS come supporto decisionale alle scelte per settembre, alla luce dello stato delle vaccinazioni. Potrebbe anche essere adottata nel frattempo l’idea del Sottosegretario, Paolo Sileri, che propone di riprendere gli screening con i tamponi, anche a campione, tra studenti fuori soglia di vaccinazione.

La situazione

In base al monitoraggio settimanale, al 2 luglio 2021 la percentuale di personale scolastico a cui è stata somministrata almeno una prima dose di vaccino è pari a circa l’85% considerando questa percentuale nella media nazionale. Circa 220 mila unità di personale, invece, non hanno ancora iniziato il percorso vaccinale (in pratica il 15%).  Detto questo, alcuni soggetti potrebbero non rientrare in queste percentuali perchè già vaccinati econdo altri criteri, ossia per età e non come personale scolastico.

Per quanto riguarda i dati relativi al completamento dell’iter vaccinale, la percentuale complessiva scende fino al 72% circa a livello nazionale, mentre le regioni che superano abbondantemente questo valore sono Campania, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia, Toscana, Marche e Molise. Il Lazio si ferma al 75%, superando il Veneto e il suo 73%.

Sulla prima dose, tra le regioni più virtuose compaiono Campania e Friuli Venezia-Giulia, che hanno raggiunto il 100% di prime dosi. Fanalino di coda, invece, sono le isole maggiori. In generale, sono numerose quelle che mostrano percentuali inferiori all’80%, come si evince dalla tabella qui di seguito.