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Decreto Aprile, Conte: più credito e sussidi, incentivi per il rilancio

di Barbara Weisz

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Il Premier sull'emergenza Covid-19 nel Decreto Aprile potenziamento e proroga delle misure del Cura Italia con incentivi al rilancio degli investimenti, Europa alla sfida dei Coronabond.

Altri 25 miliardi, almeno: il premier Giuseppe Conte spiega che il decreto aprile sarà «altrettanto significativo» rispetto al Cura Italia. «Interverremo con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo» ha dichiarato davanti ai deputati a cui ha riferito, in Aula, l’operato del Governo e lo stato dell’emergenza Coronavirus nel tardo pomeriggio del 25 marzo (in Senato, la mattina di giovedì 26 marzo).

Sussidi e credito

L’esecutivo «sta valutando tutte le iniziative per assicurare alle famiglie, alle imprese e ai lavoratori la liquidità necessaria per affrontare e superare questo momento di grande ristrettezza».

Il decreto Cura Italia, «che pure è stato significativo sul fronte della liquidità, della protezione sociale, del sostegno al reddito per imprese, famiglie e lavoratori in particolare autonomi, non è sufficiente».

Il primo pensiero va agli ammortizzatori sociali, che in base alle anticipazioni dovrebbero essere prorogate per almeno sei messi (cassa integrazione) e potenziate (sussidi al reddito). E poi alle misure per l’accesso al credito di privati e imprese, nonchè alla sospensione di mutui e finanziamenti in corso.

Investimenti

Non solo serve incrementare il sostegno alla liquidità per l’intero Sistema Paese, ma anche in preparazione del «rilancio di domani», per esempio semplificando pubblica amministrazione e burocrazia, e dando «impulso agli investimenti pubblici e privati una volta che il Paese potrà uscire dall’emergenza e potrà riprendere a correre».

Priorità nel Decreto Aprile

  • Infrastrutture: edilizia, opere pubbliche.
  • Sanità e ricerca scientifica, clinica, farmacologica: risorse da rafforzare e proteggere.
  • Filiere produttive salute e sicurezza:  50 milioni di euro per le aziende che vogliono ampliare o riconvertirsi per produrre ventilatori sanitari e dispositivi di protezione individuale come mascherine, occhiali, camici e tute.
  • Industrie di interesse strategico: tutelarle da rischi epidemiologici, ambientali, sismici, informatici e geopolitici.
  • Sostenibilità ambientale.
  • Trasformazione digitale: innovazione, digitalizzazione in scuole, università e lavoro, connettività, formazione.

Europa

Ci sono poi sfide che riguardano l’Europa. Fondamentali il programma di acquisto titoli dell BCE e la clausola di salvaguardia generale del Patto di Stabilità e Crescita.

«L’impatto finanziario e socio-economico della pandemia sarà tale da richiedere alla governance economica dell’Eurozona un salto di qualità». Ci vuole «un’azione coordinata» da parte dei paesi UU, «una risposta europea immediata». Perché, a fronte dell’emergenza Coronavirus, «risposte anche corrette, risposte anche unitarie ma tardive saranno del tutto inutili».

Il problema è che ad oggi nessuno degli strumenti disponibili può «costituire un veicolo idoneo ad attuare quella coraggiosa risposta economica alla pandemia di cui i cittadini avvertono la necessità». La risposta che l’Italia propone ai partner comunitari sono i cosiddetti Coronabond, ovvero «strumenti di debito comuni dell’Eurozona che possano finanziare gli sforzi messi in campo dai Governi e costruire un’adeguata linea di difesa».

L’Europa deve rafforzare e sincronizzare anche gli sforzi dei sistemi sanitari, salvaguardare la produzione e la distribuzione di beni.

Queste, dunque, le strategie in vista sul fronte economico. La sfida riguarda tutti: il settore pubblico e quello privato, le istituzioni, i semplici cittadini.

Per approfondimenti: il discorso integrale del Premier.

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