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La rivoluzione Open Banking in Italia con Tink

di Redazione PMI.it

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PMI.it intervista Marie Johansson, country manager per l'Italia di Tink, piattaforma di Open Banking, sulle opportunità, i vantaggi e i servizi offerti.

Tink è una delle principali piattaforme di Open Banking in Europa e consente a banche, fintech, PMI e Startup di creare servizi digitali intelligenti per i propri utenti.

Questa settimana, l’azienda già presente in 14 paesi ha annunciato il proprio sbarco in Italia, con una country manager dedicata – Marie Johansson ed una sede a Milano. Con 3.900 sviluppatori già all’opera per sviluppare nuove soluzioni digitali, Tink è in grado di accedere ai dati finanziari di oltre 33 milioni di clienti finali in tutta Italia attraverso l’API PSD2 regolamentata.

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Marie Johansson per capire chi potrà  godere dei vantaggi dell’Open Banking e in che modo.

Quali vantaggi porterà Tink alle banche italiane e quali ai clienti di queste banche?

I dati e la la possibilità di renderli comprensibili, fa sì che le banche possano capire i reali bisogni dei propri clienti e servirli al meglio con consigli ed offerte personalizzate. Per le banche, quindi, il vantaggio principale è quello di poter comprendere veramente la vita finanziaria di un cliente e di offrire insight ed offerte commerciali personalizzate basate su queste informazioni ed in questo modo aumentare le vendite online.

Per i clienti finali, dall’altro lato, le nostre soluzioni fanno sì che si possa comprendere la propria economia e prenderne controllo al fine di gestirla al meglio. Può sembrare banale, ma la maggior parte delle persone non ha idea di come spende il proprio denaro, anche perché non ha avuto gli strumenti giusti per farlo. Noi vogliamo condurre i clienti in un percorso che va dal non sapere dove sono finiti i propri soldi a scegliere e gestire cosa farne e come spenderli, così da migliorarne la qualità della vita.

Qual è la situazione attuale dell’Open Banking in Italia?

Siamo praticamente all’inizio di questa nuova era dell’Open Banking, quindi sicuramente tutto l’ecosistema di attori coinvolti in questa rivoluzione ha ancora tanto da fare. Metterci tutta la passione e le risorse necessarie è il nostro modo di contribuire alla causa: in Tink abbiamo lavorato sodo per connetterci alle Open API delle banche in tutta Europa entro il 14 settembre, pur constatando che le API bancarie in quella data non erano ancora conformi con i requisiti dei Regulatory Technical Standards (RTS).

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Sicuramente, quindi, le banche devono continuare a lavorare sulla qualità delle connessioni e della customer experience che offrono, in quanto non sono ancora al livello che ci aspettiamo e che è stato richiesto dall’Art. 32 del PSD2 – ma siamo sicuri che già nei prossimi mesi le cose andranno sempre meglio anche perché l’Italia, secondo la nostra ultima ricerca, al 9 settembre era il paese che ha registrato il più alto tasso di API operative PSD2 tra tutti i paesi in Europa.

In Italia le banche vedono in generale l’Open Banking come un’opportunità, basti pensare che dalla nostra ultima indagine risulta che 4 banche su 5 ritengono che il settore stia subendo una trasformazione significativa e il 57% delle stesse avverte una vera e propria urgenza nel vedere introdotti nuovi servizi basati sull’Open Banking.

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Quali tra i servizi che offrite stanno ottenendo un maggiore interesse da parte dei vostri interlocutori?

In generale, vediamo che alle banche servono tutti i nostri servizi, c’è chi necessita solo di alcuni di loro e chi della suite completa, a seconda dei bisogni. Abbiamo notato che l’interesse dei nostri interlocutori è equamente distribuito tra le soluzioni di Personal Finance Management, quelle di Account Aggregation e quelle di Payment Initiation.

Per il resto, i nostri casi d’uso variano a seconda delle singole esigenze di chi sceglie i nostri servizi: offriamo la possibilità di gestire tutti i conti attraverso un’unica app, ottenere accesso diretto a tutti i dati finanziari e personali di cui si ha bisogno, custodire i dati necessari per favorire una compilazione automatica dei campi relativi alle informazioni dell’account, disporre delle informazioni necessarie per effettuare valutazioni rapide e accurate del rischio e del credito e tanto altro ancora.

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