PMI tra ripresa e nuovi rischi

di Teresa Barone

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Migliorano le performance delle PMI attive nelle Regioni del Centro-Nord, criticità invece in Lazio: bene fatturato e occupati.

Confindustria e Cerved hanno stilato la terza edizione del “Rapporto PMI Centro-Nord 2018” per fare luce sull’andamento dell’economia territoriale in relazione alle PMI di capitali (tra 10 e 250 addetti), prendendo in considerazione un campione rappresentativo dei principali settori che caratterizzano il tessuto imprenditoriale della parte più sviluppata del Paese. Il report sembra confermare il miglioramento del clima economico, con una crescita delle nuove imprese e con un potenziamento complessivo dei margini e riduzione dell’indebitamento. Da sole, le imprese attive in questa zona della Penisola, valgono il 13,5% del PIL dell’area.

Performance

Analizzando i dati rilevati dall’indagine emerge un quadro a favore della Lombardia per quanto concerne la solidità dell’apparato produttivo in termini assoluti, sebbene Trentino-Alto Adige, Veneto e Piemonte siano le Regioni caratterizzate dalle performance migliori. Al contrario, le maggiori criticità sono state evidenziate in Umbria e, soprattutto, nel Lazio.

Dopo la crisi il tessuto imprenditoriale ha infatti iniziato a ripopolarsi con sensibili disparità a livello locale: nel 2016 le imprese sono aumentate del 4% nel Nord-Ovest, del 3,4% nel Nord-Est e del 2,8% nel Centro.

Dal punto di vista occupazionale, invece, nel Centro-Nord hanno sede 20mila medie imprese che impiegano da sole quasi la metà degli addetti, originando il 54% del fatturato e del valore aggiunto delle PMI dell’area.

Settori produttivi

Osservando i dati relativi ai vari comparti produttivi, l’elettromeccanica compare tra i settori specialistici in Emilia-Romagna, il ramo moda in Toscana, Marche e Veneto, la lavorazione del metallo in Lombardia e in Piemonte, la logistica in Liguria e la filiera dell’informazione e dell’intrattenimento nel Lazio.

Indebitamento

I debiti finanziari delle PMI italiane sono in salita, tuttavia l’allentamento del credit crunch non ha segnato il Nord-Est.

Il report sottolinea come l’indebitamento cresca in tutte le Regioni ad eccezione del Triveneto e della Valle d’Aosta, mentre i debiti aumentano in modo significativo in Umbria e Lazio.