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Il giro del mondo del Made in Italy

di Barbara Weisz

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Assocamerestero e Fondazione Symbola presentano nel mondo un report sulle eccellenze italiane anche i settori non tradizionali del Made in Italy, come il green, la ricerca, i macchinari: i risultati e le tappe.

Moda, Agroalimentare e Design, continuano ad essere driver della nostra economia in chiave di exportinternazionalizzazione, ma le eccellenze italiane non si fermano a questi settori simbolo del Made in Italy: pensiamo a meccatronica, farmaceutico, sostenibilità e ambiente. Ed è seconda nel mondo, dopo la Germania, nel commercio internazionale. Sono alcune delle evidenze del report “L’Italia in dieci selfie“, messo a punto da Assocamerestero e Fondazione Symbola, che si traduce in un’iniziativa destinata, letteralmente, a fare il giro del mondo.

L’associazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) e di Unioncamere e la Fondazione Symbola per le qualità italiane diffonderanno il rapporto nel corso di un tour mondiale che coinvolgerà opinion leader e business community internazionali. Prima tappa a maggio a Sofia (Bulgaria) in occasione del Festival italiano, poi tappe a Sydney (Australia), Rosario (Argentina), Montreal (Canada), Quito (Ecuador), Francoforte (Germania), Mumbai (India), Tel Aviv (Israele), Londra (Regno Unito), Singapore, Madrid (Spagna), New York (USA), Zurigo (Svizzera), Istanbul (Turchia), Ho Chi Minh City (Vietnam).

Obiettivo, spiega Gian Domenico Auricchio, presidente di Assocamerestero:

la valorizzazione e la diffusione di un’immagine inedita del Made in Italy e del Paese, legata innanzitutto all’applicazione di tecnologia innovativa e soluzioni sostenibili nei settori di maggior eccellenza della nostra industria, [valorizzando] una nuova identità dell’Italia tecnica, innovativa e all’avanguardia.

L’Italia in dieci selfie, aggiunge Ermete Realacci, presidente di Symbola, è:

un Paese fatto di tante imprese, comunità, persone, associazioni, istituzioni, accomunate dall’ambizione e dalla sfida della qualità, tradizioni antiche e nuove tecnologie, ricerca, digitale e artigianato, cultura, green economy, competitività.

I dieci selfie riguardano competitività, driver della qualità, Made in Italy.

Competitività

  • L’Italia è seconda al mondo dopo la Germania per competività dei settori produttivi, in base al Trade Performance Index dell’Unctad (conferenza ONU su commercio e sviluppo) e WTO (organizzazione mondiale del commercio). Questo indice considera la competività internazionale in 14 macrosettori, e l’Italia è sul podio in otto casi (la Germania vince con nove settori sul podio). Al terzo posto la Cina, con 5 settori. L’Italia è al primo posto per abbigliamento e prodotti in pelle e cuoio, e seconda per meccanica, mezzi di trasporto, tessile.
  • Il secondo selfie che riguarda la competitività vede il Paese leader in Europa per uso efficiente delle risorse nei processi produttivi: a parità di prodotto, le imprese italiane consumano meno energia. Solo le imprese britanniche fanno meglio, anche grazie a una maggior concentrazione nel settore finanziario. Stesso risultato per l’impiego di materia prime a parità di prodotto.

Driver qualità

  • I green jobs rappresentano il 13,1% dell’occupazione nazionale, e nel 2017 ci sono state quasi 320mila nuove assunzioni;
  • design: siamo secondi in Europa dietro il Regno Unito, per incidenza del fatturato sul totale dell’economia, pari allo 0,15% (la media europea è pari allo 0,09%), e per numero di disegni registrati (Registered Community Design).
  • cultura, bellezza e creatività valgono il 16,7% del Pil, e l’Italia è la meta preferita dei turisti extraeuropei.

Made in Italy

  • Agroalimentare: il settore ha diversi primati. L’agricoltura è prima in Europa per risuzione emissioni Co2, terza per efficienza energetica, prima per sicurezza alimentare, per numero di prodotti tipici registrati (Dop, Doc, Igp, Stg), e per numero di aziende nel biologico, seconda per valore aggiunto di agricoltura, silvicoltura e pesca;
  • farmaceutica: secondo paese europeo per produzione, e crescita dell’export del 52% nel 2010-2016;
  • legno arredo: primi esportatori europei, leader nell’impiego di legno riciclato nella produzione di pannelli truciolari, terzo paese del mondo dopo Cina e Usa per produzione;
  • machinery: quarti al mondo per saldo bilancio commerciale nei macchinari, grazie soprattutto a macchine per agricoltura, tabacco, industria alimentare, lavorazione legno, metalli, materie plastiche e minerali non metalliferi, macchine per imballaggi e giostre;
  • moda: secondo paese al mondo dopo la Cina per quote di mercato, produciamo un terzo del valore aggiunto del settore nella UE.