Fotografia dell’imprenditoria straniera nelle Marche

di Teresa Barone

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L’imprenditoria straniera batte la crisi nelle Marche, con cifre triplicate in 10 anni: la fotografia scattata da Cna, Idos e Unioncamere.

L’imprenditoria straniera mostra cifre molto positive nel territorio della Regione Marche, stando ai dati resi noti attraverso un’indagine promossa da Cna, Centro studi e ricerca Idos e Unioncamere. Dal “Rapporto immigrazione e imprenditoria 2014” si evince che gli imprenditori stranieri sono triplicati in circa 10 anni, passando da 5mila a oltre 14mila dal 2004 al 2014: oggi su un totale di 146.152 stranieri residenti sul territorio, i titolari d’impresa rappresentano circa il 10%.

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Settori e nazionalità

Le imprese guidate da stranieri nelle Marche sono attività commerciali per il 34,1%, mentre nel 28,8% dei casi si occupano di edilizia (attività manifatturiere 15,2%, alloggio e ristorazione 6,3%, agricoltura 3,1%). A guidarle sono prevalentemente imprenditori giovani che arrivano dalla Cina (1.661), dal Marocco (1.472), dall’Albania (1.144), dalla Romania (1.143) e dalla Macedonia (559).

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Imprese straniere contro la crisi

Dalle attività guidate da imprenditori stranieri arriva il 10% del PIL regionale: lo affermano il presidente Cna Marche, Gino Sabatini, e il segretario, Otello Gregorini:

«Malgrado la recessione e il fatto che nella nostra regione lo scorso anno abbiano cessato l’attività più di 4 mila imprese quelle straniere hanno fatto registrare un saldo positivo di 342 unità nel 2013 con 1.818 iscrizioni e 1.476 cessazioni di attività. Si tratta di piccoli imprenditori che si sono rimboccate le maniche per ritagliarsi un presente e un futuro dignitosi nel Paese dove, graditi o meno, hanno scelto di vivere.»

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