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Lavoro: necessario investire nelle risorse umane

di Noemi Ricci

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Cambiano il mercato del lavoro e le percezioni di candidati e imprese, necessario investire nel capitale umano: i dati emersi dal Forum delle Risorse Umane.

Per affrontare il cambiamento che sta avvenendo nel mercato del lavoro è necessario che imprenditori e top manager condividano i problemi e le soluzioni puntando sul valore del capitale umano. È quanto emerso durante la quinta edizione del Forum delle Risorse Umane, il più importante evento italiano dedicato alla Gestione delle Risorse Umane e del lavoro e organizzato da Comunicazione Italiana, il primo Business Social CrossMediale in Italia che unisce 20 associazioni di categoria e e oltre 60.000 manager e professionisti delle aree della comunicazione, CSR, marketing, RP, ICT, risorse umane e meeting industry. All’edizione 2013 del Forum delle Risorse Umane hanno preso parte circa 1300 partecipanti e 90 relatori che hanno tenuto 26 sessioni di lavoro tra keynote, workshop, dibattiti e sessioni plenarie.

Riforma del Lavoro

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio InfoJobs.it sta cambiando la percezione della flessibilità sul lavoro rispetto al 2012, sia per quanto riguarda i candidati che per quanto concerne le aziende: i primi si dimostrano più ottimisti, mentre tra le seconde crescono le critiche nei confronti della Riforma del Lavoro Fornero. Per il 38% dei candidati è la flessibilità ad offrire un’opportunità per ampliare il ventaglio delle proprie competenze lavorative, per il 15,9% rappresenta una sfida per un continuo miglioramento di sé stesso, per il 12,4% un impegno costante per una formazione continua. Il 34,48% delle aziende concorda sul fatto che la nuova normativa non sia stata di aiuto, limitando la gestione del personale, il 27,59% ritiene però che le novità abbiano incentivato ad assumere i giovani under 30. I principali ostacoli individuati nella Riforma del Lavoro Fornero è la poca chiarezza (79,31%).

Mercato del lavoro

Rispetto ai cambiamenti nel mondo del lavoro, il 73% degli intervistati in un sondaggio condotto dall’Istituto Piepoli, ritiene che per uscire dalla crisi e creare nuovi posti di lavoro è necessario un cambiamento radicale dal punto di vista istituzionale, culturale e imprenditoriale, per il 79% in tutto questo è cruciale il ruolo di imprenditori, top manager e direzione risorse umane. Le aziende ritengono tuttavia che le aziende investano ancora poco sulla competenze e sulla formazione delle risorse umane per aumentare la propria competitività (65%), mentre investire nella digitalizzazione dei processi di gestione delle risorse umane può rendere le imprese maggiormente competitive per il 69% degli intervistati. In più per il 61% le imprese italiane utilizzano poco o per niente il merito come criterio di selezione: «è in aumento il numero di persone convinte che le risorse umane siano poco selezionate dalle aziende in base al merito. Questi dati rappresentano un monito per le aziende: non possono deludere l’opinione pubblica e devono passare da quella che io definisco “marchettocrazia” alla meritocrazia, altrimenti continueranno a disperdere il proprio potenziale e la crisi, come sappiamo, non fa sconti», spiega Roberto Baldassari, Vice Presidente Esecutivo Istituto Piepoli. Per maggiori informazioni consultare il sito del Forum delle Risorse Umane 2013.