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Esodati: decreto Fornero in arrivo senza confronto?

di Francesca Vinciarelli

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Decreto sugli esodati in arrivo prima dell'incontro tra Governo e parti sociali, senza confronto, per la Cgli il Governo rischia lo stesso errore della riforma delle pensioni.

Per gli esodati conto alla rovescia: il Governo ha assicurato che il decreto Fornero che stabilirà le regole per individuare quali lavoratori saranno esonerati (salvaguardati) dalla riforma delle pensioni arriverà forse entro l’8 maggio.

Questa la buona notizia, la “cattiva” è che il premier Mario Monti ed il ministro del welfare Elsa Fornero potrebbero non confrontarsi preventivamente con le parti sociali sulla soluzione migliore per i lavoratori esodati rimasti fuori dal Milleproroghe.

Un errore per i leader dei principali sindacati, secondo che il Governo avrebbe già commesso in occasione della riforma delle pensioni.

Confronto Governo e sindacati

La convocazione delle parti sociali in realtà c’è, come ricorda la stessa leader della Cgil, Susanna Camusso, ma il tavolo è previsto per il 9 maggio: «fare un decreto il giorno prima vuol dire che non c’è volontà di relazione con le forze sociali. Sarebbe una scelta che dice che non c’è confronto. Diciamo invece che bisogna privilegiare il confronto e cercare soluzioni previdenziali a tutti i problemi aperti».

In occasione del congresso annuale delle Acli, Camusso ha dichiarato che visti gli errori commessi con la riforma del sistema previdenziale «vorremmo rimandare questo messaggio: la riforma delle pensioni l’abbiamo giudicata negativamente perché è fatta di polizze assicurative, senza nessuna relazione con il lavoro, con la sua qualità e con la sua fatica. Ha gettato decine migliaia di persone nella disperazione».

In più «se non si dà al lavoro il senso della rappresentanza sociale non si ricostruisce il Paese» ha concluso Camusso.

Decreto esodati

Il decreto sugli esodati, lo ricordiamo, nasce dall’esigenza di tutelare quei lavoratori che essendo prossimi al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento hanno stipulato accordi con la propria azienda, molto spesso in difficoltà economica, per lasciare il mercato del lavoro in anticipo. La riforma delle pensioni ha però cambiato le regole in corsa, innalzando l’età pensionabile. Gli esodati si sono così ritrovati in un limbo che non prevede pensionestipendio.

Il decreto Milleproroghe aveva salvato una parte dei lavoratori esodati, lasciando nel “limbo” migliaia di esodati.

Il decreto in via di definizione riguarderà 65mila persone, nonostante le stime sugli esodati parlino di numeri tra i 130 ed i 300 mila esodati.

Per il Governo si tratta di una prima trance, per la quale esistono già le risorse necessarie, per poi studiare una nuova soluzione per i rimanenti, ovvero coloro che nei prossimi anni non potranno più contare su mobilità o ammortizzatori sociali, senza però aver maturato i requisiti per la pensione secondo quanto stabilito dalla riforma Monti-Fornero. Per questi si potrebbe studiare la prosecuzione della mobilità o un intervento dell’Aspi.

Questa prima tornata dovrebbe riguardare invece 65 mila esodati che, secondo le regole previgenti, avrebbero maturato i requisiti per la pensione entro i prossimi due anni il cui rapporto di lavoro si sia già risolto sulla base di accordi fatti entro dicembre.