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Milleproroghe e pensioni: gli esodati esclusi dalle misure salva riforma

di Francesca Vinciarelli

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Esodati ancora a rischio, il Milleproroghe lascia fuori dall'esenzione dalla riforma delle pensioni Fornero molti lavoratori di Pmi e micro-imprese, anche per colpa delle finestre mobili previste dalla precedente disciplina.

Tra i punti più complessi della riforma delle pensioni del governo Monti e studiata dal ministro del Welfare Elsa Fornero, la questione dei cosiddetti pensionati “esodati” ha richiesto emendamenti ad hoc nel decreto Milleproroghe, che escluderà l’obbligo di sistema contributivo per i lavoratori prossimi al raggiungimento dei requisiti per la pensione dopo aver stipulato accordi con i datori di lavoro tramite incentivi all’esodo, rimasti ora senza stipendio né pensione.

Il problema è che riforma pensioni e decreto milleproroghe hanno lasciato in campo una grossa limitazione: la riscossione della pensione deve avvenire non oltre i 24 mesi dall’entrata in vigore del Dl 201 (manovra finanziaria Monti). E proprio su questa limitazione sorgono nuovi problemi per numerosi lavoratori esodati.

Il Governo con il decreto Milleproroghe ha concesso di fare riferimento alla normativa previdenziale precedente all’entrata in vigore della riforma delle pensioni Fornero solo ai lavoratori esodati che hanno interrotto il proprio rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011.

La possibilità di sottoscrivere accordi individuali – prevista dal Codice di procedura civile all’articolo 410 sul tentativo di conciliazione, nonché all’articolo 411 sul processo verbale di conciliazione e all’articolo 412-ter sulle modalità di conciliazione e arbitrato previste dalla contrattazione collettiva – interessa però molti altri lavoratori esodati.

Esenti dalla riforma Fornero

Per poter usufruire dei ai trattamenti pensionistici pre-riforma Fornero è necessario aver maturato i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2011.

Esodati in “forse”

C’è poi la questione delle risorse economiche, poiché il decreto prevede che le misure per i lavoratori che sviluppano i requisiti successivamente al 31 dicembre 2011 sono vincolare alle risorse economiche dello Stato, che verranno specificate mediante D.M., entro il 30 giugno 2012.

Nel caso in cui il Governo reperisca risorse sufficienti, risulteranno esenti dalla riforma Fornero anche i lavoratori che maturino i requisiti anagrafici e contributivi successivamente al 31 dicembre 2011, ma solo se rispettano i seguenti vincoli:

  • essere in mobilità, sulla base di accordi sindacali firmati prima del 4 dicembre 2011, solo impiegati in imprese con più di 15 dipendenti ed con licenziamenti che riguardano almeno 5 lavoratori;
  • essere in mobilità lunga per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011, o titolari alla stessa data di una prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore;
  • essere stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione prima del 4 dicembre 2011 o essere dipendenti pubblici che abbiano chiesto di essere esonerati dal servizio.

Esodati esclusi

Alla luce di tali vincoli, risultano comunque esclusi i lavoratori delle imprese sotto i 15 dipendenti.
A rischio anche coloro che non entrino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi entro il 2012, facendo scattare la pensione entro il 2013, secondo la vecchia disciplina previdenziale. Questo perché la finestra mobile che allunga di ulteriori 12 mesi il diritto al trattamento pensionistico farebbe fuoriuscire i lavoratori che maturano i requisiti dopo il 2012 dall’esenzione prevista dal Milleproroghe.