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Il Ddl di Riforma del Lavoro è ufficiale

di Francesca Vinciarelli

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Presentata ufficialmente da Mario Monti ed Elsa Fornero la riforma del lavoro: le novità del testo che passa al Parlamento per entrare in vigore entro l'estate.

Mario Monti ed Elsa Fornero hanno presentato il testo finale della riforma del lavoro in una conferenza stampa intitolata “La riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” . Il Ddl è dunque pronto per essere trasmesso al presidente Napolitano per poi passare all’esame delle Camere.

Le riunioni di questi giorni sono servite a trovare l’accordo definitivo su questioni cruciali della riforma del lavoro come: l’articolo 18, il reintegro per i licenziamenti per motivi economici, flessibilità in ingresso e in uscita.

Per quanto riguarda i licenziamenti per cause economiche, la chiave di volta per trovare l’intesa è stata quella di puntare sul modello tedesco, che in caso di licenziamento per motivi economici impone in prima istanza il tentativo di conciliazione con la mediazione del sindacato.

Solo in caso di mancata accordo il lavoratore avrà facoltà di ricorrere al giudice che potrà decidere, nel caso il licenziamento risulti illegittimo, se procedere con l’indennizzo o con il reintegro.

L’altra novità rispetto alla bozza di Ddl licenziata dal Consiglio dei Ministri il 23 marzo scorso, è che ora l’onere della prova sulla sussistenza o meno della motivazione economica non spetta più al lavoratore ma all’azienda.

Sulla flessibilità del mercato del lavoro, Monti ha dichiarato che «è stata accresciuta in uscita in maniera rilevante con una serie di garanzie che rispettano la necessità che i giudici del lavoro non entrino troppo in valutazioni che appartengono alla responsabilità dell’imprenditore e siano lì a tutelare ancora più di oggi i lavoratori che fossero oggetto di licenziamenti di tipo discriminatorio».

Mentre per la flessibilità in entrata «si è anche cercato di lottare contro forme di precarietà».

Con questa riforma «le imprese e con esse i lavoratori, che noi vediamo in modo coesivo, potranno trovare configurazioni più produttive ed evitare che l’Italia sia sempre più emarginata e che ci sia invece un futuro positivo per i giovani».

Soddisfatta Fornero che sottolinea ancora una volta come questa riforma del lavoro costituisca «un guadagno netto per la collettività», generando «un mercato del lavoro capace di dare più occupazione».

Un testo, quello presentato, redatto cercando «di tenere conto degli interessi di tutto il Paese e non singole categorie. E di fare una riforma che sia per il medio e lungo periodo. Non è una riforma per il 2012 o il 2013. È una riforma che guarda al futuro».

«Ieri durante il vertice ci siamo assicurati della condivisione delle linee del progetto da parte dei leader politici che sostengono il Governo e adesso guardiamo con rispetto e con molta speranza all’iter parlamentare che auspichiamo approfondito ma anche spedito» ha detto il premier Monti.

E ora che sono «state raggiunte quelle intese necessarie» il testo passa all’esame del Parlamento per far sì che la riforma del lavoro, definita dal Monti una «riforma di rilievo storico per l’Italia», entri in vigore entro l’estate.

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