Lavoro in Italia, giù fiducia e stipendi. Maglia nera OCSE

di Alessandro Vinciarelli

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I lavoratori italiani si dichiarano molto preoccupati della propria situazione lavorativa e temono che il futuro possa essere peggiore. Intanto, si conferma la maglia nera per gli stipendi, agli ultimi posti nei Paesi OCSE

Il periodo di crisi finanziaria ha determinato la chiusura o il ridimensionamento di molte aziende sul territorio nazionale. Le cronache quotidiane segnalano continuamente tagli al personale e piani per la riduzione dei costi. E la fiducia crolla.

Non solo: l’Italia è risultata essere agli ultimi posti tra i Paesi OCSE in quanto a stipendi. Solo 23ma dietro anche a Grecia e Spagna, la busta paga del dipendente italiano paga lo scotto del cuneo fiscale, con uno stipendio netto in media pari a 21.374 dollari (-17% della media OCSE).

Non sorprende, quindi, che i lavoratori italiani abbiano perso la fiducia nel motore economico nazionale, posizionando il proprio indice sul valore 37 in una ipotetica scala da 0 a 100. Queste sono le considerazioni offerte dell’Indice di Fiducia realizzato dall’agenzia italiana per il lavoro Gi Group, grazie alla collaborazione con OD&M Consulting.

Le 3300 persone che per il momento hanno partecipato all’intervista hanno espresso particolari preoccupazioni per quanto riguarda le disponibilità personali (31%), seguite a breve distanza da dubbi sull’operato delle istituzioni (27%).

I lavoratori hanno risposto a domande che insistevano su quattro aree tematiche focalizzata sulla situazione economico-finanziaria dell’azienda di appartenenza, sulla propria situazione lavorativa, sul mercato e sulle istituzioni che ruotano intorno al contesto lavorativo.

Di tutta la popolazione partecipante hanno espresso un parere maggiormente positivo i manager e lavoratori senior, insieme ai giovani al di sotto dei trenta anni. Al contrario le fasce con la minore fiducia sono state quelle dei lavoratori del sud e delle donne.