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Riforma pensioni: il nodo detrazioni

di Barbara Weisz

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Terzo appuntamento sulla riforma pensioni, detrazioni per determinare la penalizzazione sulla pensione e gli altri temi trattati.

E’ la modulazione delle detrazioni in base alle quali si riduce, fino ad azzerarsi eventualmente, l’impatto della restituzione dell’anticipo pensionistico APE, uno dei punti fondamentali intorno ai quali si sviluppa il dialogo governo sindacati sulla Riforma Pensioni: il terzo appuntamento fra il ministero del Lavoro e le rappresentanze di Cgil, Cisl e Uil si è svolto il 28 giugno, il dibattito proseguir ora in luglio e agosto con tavoli tematici sulle diverse questioni aperte.

=> Riforma Pensioni: calcolo APE in attesa delle detrazioni

Per quanto riguarda l’APE, il punto è il seguente: l’anticipo pensionistico prevede un piano di restituzione spalmato su 20 anni. La regola generale è che il prelievo sulla pensione dipende dalla somma chiesta in prestito, che viene restituita: le simulazioni effettuate vedono rate, per 20 anni, fra gli 80 e i 400 euro al mese (in caso di anticipo massimo, di tre anni).

Ma in realtà si tratta di calcoli del tutto teorici, che fra l’altro non tengono conto di un provvedimento annunciato, le detrazioni sulla restituzione del prestito APE. Le quali, secondo le indiscrezioni, potrebbero quasi azzerare il peso del prestito per i redditi bassi, comportando una decurtazione ridotta al 2-3%, che salirebbe invece a 15% per pensioni più elevate.

Il dibattito con i sindacati prosegue, sia sui tetti per applicare la defiscalizzazione, sia sull’entità delle detrazioni con il crescere della pensione.

=> Calcolo pensione anticipata con l’APE, simulazioni

I primi tre incontri fino ad ora effettuati sono stati interlocutori, ora si entra nel merito delle diverse questioni, attraverso specifici tavoli, fra luglio e agosto. Fra i temi in agenda, oltre all’anticipo pensionistico APE: un intervento sui lavori usuranti, sul lavoro precoce, in favore di chi ha avuto carriere discontinue, perequazione delle pensioni, interventi sui trattamenti minimi (ma solo dal 2018), rilancio della previdenza complementare, proroga Opzione Donna, ottava salvaguardia esodati.

Il confronto è stata «un’altra utile tappa nel percorso di confronto con i sindacati su temi che interessano un’ampia platea di cittadini» ha dichiarato il ministro Giuliano Poletti, sottolineando che durante l’incontro si è parlato di

«problematiche che riguardano chi è già in pensione, come le modalità di rivalutazione degli assegni, l’estensione della no-tax area e la separazione tra previdenza e assistenza».

Ora partono gli approfondimenti in sede tecnica, che consentiranno

«di definire l’entità delle risorse necessarie a realizzare gli interventi potenzialmente più onerosi, che dovranno comunque essere valutati in sede di elaborazione della legge di bilancio in modo da verificarne la compatibilità con l’equilibrio complessivo della finanza pubblica».

Da Cgil, Cisl e Uil, soddisfazione per l’impostazione del tavolo, nessuna presa di posizione nel merito delle questioni in attesa dei confronti tecnici.

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