Lavoro: legge ad hoc in Emilia Romagna

di Teresa Barone

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La Regione Emilia Romagna promuove una legge per favorire l’inclusione sociale di soggetti svantaggiati per inserirli nel mondo del lavoro, anche tramite incentivi alle aziende che assumono.

La giunta della Regione Emilia Romagna ha approvato la bozza della proposta di legge mirata a favorire l’inclusione sociale o sanitaria con aiuti concreti per inserirsi nel mondo del lavoro Il progetto si basa sulla creazione di una rete tra i servizi sociali dei Comuni, i servizi sanitari delle Asl e i centri per l’impiego.

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Destinatari

I destinatari dell’iniziativa sono le persone che si trovano in difficoltà di natura sanitaria o sociale, ma anche privi di occupazione. La Regione, inoltre, mira a promuovere la responsabilità sociale delle imprese al fine di incentivare le opportunità di lavoro, attraverso incentivi e rimborsi concessi alle aziende che assumono.

Misure

Attraverso le cooperative sociali sarà possibile promuovere lo svolgimento di attività mirate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. L’inclusione sociale, tuttavia, può essere realizzata anche concedendo aiuti per favorire l’imprenditoria (grazie a iniziative di microcredito e incubatori di impresa dedicati).

«La proposta di legge – afferma l’assessore regionale alle Politiche di welfare, Elisabetta Gualmini – dimostra che è possibile combinare sulle persone sia interventi di tipo sociale che di tipo lavorativo e formativo. L’integrazione tra i servizi rappresenta un fattore fondamentale di qualificazione dell’offerta, in quanto consente di considerare l’utente in condizione di fragilità nella sua globalità, di predisporre un programma personalizzato unitario, di ridurre i rinvii dell’utente da un servizio all’altro, eliminando le sovrapposizioni tra gli enti e ottimizzando l’utilizzo efficiente delle risorse».

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