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Classifica delle migliori università italiane 2026/27, Padova prima

di Teresa Barone

Pubblicato 15 Luglio 2026
Aggiornato 16:24

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Le nuove classifiche Censis passano in rassegna le Università italiane: gli atenei che offrono i migliori servizi e garantiscono un lavoro dopo la laurea.

La Classifica Censis delle Università italiane 2026/2027 conferma Padova al primo posto tra i mega atenei statali davanti a Bologna e Sapienza e cambia il vertice dei medi, dove Sassari sale dalla quarta alla prima posizione. Calabria, Camerino e Politecnico di Milano guidano le altre fasce pubbliche; Luiss, Lumsa e Libera Università di Bolzano aprono le graduatorie degli atenei non statali.

I vincitori della Classifica Censis per categoria

I primi posti della Classifica Censis 2026/2027 sono assegnati a otto atenei, suddivisi per natura e numero di iscritti:

Categoria Ateneo al primo posto
Mega atenei statali Padova, 91,2 punti
Grandi atenei statali Calabria, 91,7 punti
Medi atenei statali Sassari, 93,2 punti
Piccoli atenei statali Camerino, 95,3 punti
Politecnici Politecnico di Milano, 100,8 punti
Grandi atenei non statali Luiss, 95,8 punti
Medi atenei non statali Lumsa, 89,2 punti
Piccoli atenei non statali Libera Università di Bolzano, 95,8 punti

Il confronto tra atenei della stessa fascia

La classifica divide gli atenei statali in mega, grandi, medi, piccoli e politecnici, mentre gli atenei non statali sono ripartiti in grandi, medi e piccoli. Gli indicatori sono standardizzati all’interno di ciascun gruppo e riportati sulla scala da 66 a 110, la stessa usata per il voto di laurea.

Per gli atenei statali la media comprende servizi, borse, strutture, comunicazione digitale, internazionalizzazione e occupabilità. Per gli atenei non statali l’occupabilità è esclusa dal calcolo finale. La graduatoria delle private misura quindi cinque famiglie di indicatori, una differenza da considerare nel confronto.

La lettura dei punteggi dei leader statali mostra profili molto diversi:

Ateneo Punteggi
Padova ottiene 110 nella comunicazione e nei servizi digitali e 94 nell’occupabilità;
Calabria raggiunge 110 nei servizi e 109 nelle borse, con 68 nell’occupabilità;
Sassari raggiunge 110 nelle strutture e 107 nella comunicazione, con 78 nell’occupabilità;
Camerino ottiene 104 nella comunicazione, 98 nei servizi e nell’internazionalizzazione e 90 nell’occupabilità;
Politecnico di Milano raggiunge 110 nelle borse e nell’occupabilità, con 104 nella comunicazione e nell’internazionalizzazione.

Tra i leader non statali, la Luiss raggiunge 110 nelle borse, la Lumsa 107 nella comunicazione digitale e Bolzano 110 nei servizi e nelle strutture. Questi valori spiegano il risultato complessivo senza attribuire alle private un indicatore occupazionale che il metodo Censis riserva agli atenei statali.

Padova guida la top ten dei mega atenei

Padova consolida il primato tra le università con oltre 40mila iscritti e aumenta il punteggio complessivo a 91,2. Bologna conserva la seconda posizione, mentre Sapienza sale al terzo posto e precede Pisa:

  1. Padova occupa il primo posto con 91,2 punti;
  2. Bologna è seconda con 87,8 punti;
  3. Sapienza di Roma sale al terzo posto con 86,0 punti;
  4. Pisa scende al quarto posto con 85,5 punti;
  5. Milano Statale è quinta con 85,3 punti;
  6. Firenze è sesta con 84,7 punti;
  7. Palermo è settima con 84,3 punti;
  8. Torino è ottava con 83,8 punti;
  9. Bari è nona con 79,7 punti;
  10. Napoli Federico II chiude la graduatoria con 74,2 punti.

Calabria prima tra i grandi atenei

L’Università della Calabria conserva il primo posto tra gli atenei da 20mila a 40mila iscritti con 91,7 punti. Pavia è seconda con 90,2, mentre Cagliari sale al terzo posto con 88,5 e supera Parma, quarta con 88,3.

Perugia scende in quinta posizione con 86,7 punti. Salerno e Milano Bicocca condividono il sesto posto a quota 84,5; Roma Tor Vergata è settima con 84,3. La crescita più ampia appartiene a Chieti-Pescara, ottava con 84,2 dopo un guadagno di sei posizioni.

Sassari nuova leader tra i medi, Camerino domina i piccoli

L’Università di Sassari è la principale novità dell’edizione 2026/2027: sale di tre posizioni e guida i medi atenei con 93,2 punti. La Politecnica delle Marche segue con 92,8; Trento e Udine condividono il terzo posto con 92,7. Trieste è quarta con 91,7 e Siena quinta con 90,0.

Tra gli atenei fino a 10mila iscritti, Camerino conserva la prima posizione con 95,3 punti. Cassino è seconda con 87,3, mentre l’Università Mediterranea di Reggio Calabria sale al terzo posto con 86,0. Macerata e Sannio completano le prime cinque posizioni.

Politecnico di Milano al top, Luiss prima tra le private

Il Politecnico di Milano guida la propria categoria con 100,8 punti. Il valore appartiene alla scala Censis da 66 a 110 e rappresenta la media dei sei indicatori. Seguono il Politecnico di Torino con 94,8, il Politecnico di Bari con 85,7 e lo Iuav di Venezia con 83,7.

Tra i grandi atenei non statali, la Luiss ottiene 95,8 punti, davanti alla Bocconi con 92,6 e alla Cattolica con 79,0. La Lumsa guida i medi con 89,2, seguita dallo Iulm con 83,8. Tra i piccoli primeggia la Libera Università di Bolzano con 95,8, davanti al Campus Bio-Medico di Roma e alla Liuc Cattaneo.

Le classifiche per scegliere ateneo e corso

Il punteggio generale offre un primo orientamento; la scelta richiede poi l’analisi degli indicatori coerenti con le proprie priorità. Servizi, alloggi, borse, internazionalizzazione e prospettive professionali possono produrre valutazioni diverse anche tra università vicine nella graduatoria. Tasse, borse e alloggi incidono infatti sul costo familiare, al netto delle agevolazioni e detrazioni per le spese universitarie.

Il cruscotto Censis 2026/2027 consente di consultare le graduatorie generali e quelle suddivise per area didattica: