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Riforma del lavoro Monti Fornero in 5 capitoli: dal contratto ai servizi

di Noemi Ricci

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I cinque capitoli della riforma del lavoro firmata Monti Fornero: contratto, apprendistato, flessibilità del mercato del lavoro, ammortizzatori sociali e servizi.

Si delinea la riforma del lavoro firmata Elsa Fornero: il governo Monti ha illustrato le principali linee alle parti sociali a palazzo Chigi. Cinque i capitoli sui quali si articola la riforma del mercato del lavoro che vedrà la luce nel corso del 2012:

  1. tipologie di contratto,
  2. apprendistato,
  3. flessibilità del mercato del lavoro,
  4. ammortizzatori sociali,
  5. servizi per il lavoro.

Contratti di lavoro

I 5 capitoli della riforma del lavoro Monti-Fornero

Sul contratto di lavoro unico, il ministro Elsa Fornero ha rimandato alla fine del confronto, sottolineando però che «occorre un contratto che evolva con l’età dei lavoratori, piuttosto che contratti nazionali specifici che evolvono per tutte le età».

La linea dell’Esecutivo sui contratti di lavoro prevede comunque costi maggiori per le imprese per il lavoro flessibile e agevolazioni per la trasformazione da contratto a tempo determinato a indeterminato.

Flessibilità del lavoro

La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sottolinea che nel corso dell’incontro non si è parlato del tanto discusso articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (che ha effetti soprattutto per aziende con più di 15 dipendenti) la cui riforma dovrà avvenire “senza tabù”, per trovare una soluzione condivisa.

Il dibattito si è focalizzato invece sulla questione della flessibilità del lavoro e degli abusi: «da noi c’è una flessibilità minore che in Germania: noi dobbiamo concentrarci sugli abusi, non dobbiamo toccare l’impianto delle varie forme di flessibilità».
«Cruciale è lavorare per l’accesso al mondo del lavoro, favorendo le forme di «apprendistato che è la via migliore di accesso per i giovani e stimolare a usare di più le agenzie interinali».

Ammortizzatori sociali: Cig a rischio

Sul fronte degli ammortizzatori sociali il Governo propone il passaggio ad un sistema integrato a due vie, una di sostegno per le crisi temporanee e un’altra per il sostegno al reddito di chi perde il lavoro (indennità risarcitorie), favorendo la contempo la ricollocazione dei lavoratori.

La riforma del mercato del lavoro potrebbe prevedere anche una stretta sulla cassa integrazione, limitandone il ricorso ai soli casi in cui si possa riprendere il lavoro rapidamente, puntando fondamentalmente sulla Cig ordinaria, quindi della durata di 52 settimane.

Misura che però non trova l’accordo delle parti sociali, le quali «sono tutte d’accordo sul fatto che non si può superare la cassa integrazione straordinaria», ha dichiarato il leader della Cgil, Susanna Camusso.

Consapevole della complessità del tema, il Ministro Fornero ha in un secondo momento precisato che si tratta er ora solo di ipotesi e per di più premature.

Stesso discorso per il salario minimo garantito: «anche questo è assolutamente prematuro, abbiamo molti vincoli finanziari e bisognerà considerare non solo ciò che è desiderabile ma ciò che è possibile».

Riforma del lavoro senza decreto

Mario Monti ha però precisato: la riforma del mercato del lavoro non arriverà tramite decreto – ma ha anche aggiunto che «i tempi non possono essere lunghi» – ma in tre o quattro settimane.

Per il Ministro del Welfare, Elsa Fornero, si tratta di «una riforma ambiziosa, da fare con un largo consenso», anche delle parti sociali.

Intanto è stata incassata l’approvazione dalle parti sociali in particolare per la misure volte a favorire l’inserimento dei giovani, tramite l’apprendistato e l’utilizzo delle agenzie interinali.

Restano da definire assieme, tuttavia, molte altre questioni e soprattutto quelle che riguardano ammortizzatori sociali e salario minimo.

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