Competitività PMI e voucher tracciabili

di Barbara Weisz

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Tracciabilità dei voucher nel lavoro accessorio e decreto competitività per stimolare gli investimenti nelle imprese: le anticipazioni in vista del CdM di approvazione.

Cessione del quinto
Decreto Competitività per le PMI e tracciabilità dei buoni lavoro:  i due provvedimenti allo studio del Governo potrebbero essere approvati nel Consiglio dei Ministri del 31 maggio. Il primo conterrà misure di
finanza per la crescita per favorire gli investimenti nel capitale di piccole e medie imprese e startup, l’afflusso in Italia di capitali esteri e nuovi incentivi alle attività di ricerca e sviluppo. Il secondo misure per evitare l’uso improprio dei voucher nel lavoro accessorio, prevedendo multe salate in caso di abusi.

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Decreto Competitività

E’ un provvedimento che il Governo ha annunciato a più riprese nei mesi scorsi ed ora in dirittura d’arrivo, anche se non si esclude uno slittamento alle prossime settimane. Tre le direttrici su cui l’Esecutivo intende puntare: agevolazioni fiscali per gli investimenti a medio lungo termine nelle PMI (in modo da favorirne la patrimonializzazione), nuovi incentivi per attività di R&S, attrazione di capitali stranieri e rientro dei cervelli.

Fra le misure allo studio, anche un’esenzione fiscale per gli investimenti nei mini-bond PMI (sui quali non si pagherebbe l’imposta fissa del 26% sulle rendite finanziarie). Si pensa poi a favorire, sempre attraverso incentivi di carattere fiscale, strumenti di risparmio a medio lungo termine che investano nel capitale di imprese con fatturato fino a 300 milioni. In generale, si cerca di dare stimoli al mercati degli investimenti nel capitale delle PMI. Per le startup, si parla di uno sconto fiscale del 20% sugli investimenti nelle capitale delle nuove imprese innovative.

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Sul fronte Ricerca e Sviluppo, si pensa a misure di stimolo per le multinazionali che hanno filiali italiane, estendendo in pratica l’attuale credito d’imposta (il bonus ricerca, che può andare dal 25% al 50% a seconda della tipologie di attività). E si rende strutturale il bonus per il rientro dei cervelli (imponibile ridotto del 30% per cinque anni ai lavoratori dipendenti che rientrano in Italia dopo almeno cinque anni all’estero). Un’altra misura per attirare capitali stranieri consiste nella concessione del visto per cittadini stranieri che investono massicciamente in titoli di Stato (si parla di un minimo di 2 milioni di euro), imprese, attività filantropiche (in questi casi, il tetto minimo sarebbe pari a 1 milione di euro).
Infine, si pensa a norme per favorire gli investimenti in immobili e la cartolarizzazione dei crediti.

Voucher lavoro

Molto in sintesi, si introduce l’obbligo per il datore di lavoro di comunicare all’Ispettorato nazionale per il lavoro, almeno 60 minuti prima della prestazione lavorativa, dati anagrafici, codice fiscale del lavoratore, luogo e durata della prestazione di lavoro accessorio. In caso di violazioni, multe da 400 a 2mila 400 euro per ciascun lavoratore.

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La misura vuole favorire la tracciabilità dei voucher, uno strumento che ha conosciuto un vero e proprio boom. Il ministero del Lavoro, Giuliano Poletti, nelle scorse settimane ha difeso i voucher lavoro come strumento utile a combattere il lavoro nero, ma ha anche assicurato impegno contro gli abusi nell’utilizzo da parte delle imprese. Contro l’uso improprio dei voucher si è pronunciato  nei gironi scorsi anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella:

«lo sfruttamento, con l’odiosa pratica del caporalato, il lavoro sommerso, le elusioni e le illegalità, come l’utilizzo improprio dei voucher, le discriminazioni, trovano ancora spazio nel nostro Paese».

I correttivi pensati dal governo non soddisfano i sindacati, che vorrebbero eliminare del tutto i voucher lavoro. La segretaria generale della CGIL, Susanna Camusso, ritiene che si stiano facendo

«piccole operazioni di maquillage di un istituto che non funziona, che si presta a tutti gli abusi, che ha sostituito quello che era il lavoro stabile strutturato».

Il decreto sul lavoro oltre alla stretta sui voucher dovrebbe contenere anche una nuova possibilità di utilizzo dei contratti di solidarietà: se stipulati prima del gennaio 2016 e in corso da almeno un anno, possono essere trasformati in contratti di solidarietà espansiva, che consentono una riduzione dell’orario di lavoro per effettuare nuove assunzioni. Sono previsti una serie di paletti, ad esempio la riduzione di orario non può superare quella già prevista per il contratto di solidarietà in corso, e un’integrazione dello stipendio a carico del datore di lavoro.