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Nuova Sabatini: solo 200 milioni per il 2026, corsa alle domande a sportello

di Anna Fabi

30 Marzo 2026 07:29

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Nuova Sabatini centrale per il sostegno agli investimenti delle PMI in beni strumentali: ecco quante risorse residuano e le novità in Manovra 2026.

Con l’avviso del 24 marzo 2026, il MIMIT ha formalizzato la conferma ufficiale del rifinanziamento della Nuova Sabatini per il biennio 2026-2027. La dotazione complessiva, già prevista dalla Legge di Bilancio 2026, è di 650 milioni di euro, suddivisi in 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027.

Le risorse sono assegnate a sportello, in ordine cronologico di domanda e fino a esaurimento fondi: chi presenta prima ha più probabilità di accedere all’agevolazione, e la distribuzione pluriennale delle risorse — con soli 200 milioni disponibili nel 2026 — rende la tempestività un fattore determinante.

Come funziona il contributo in conto impianti

La Nuova Sabatini non eroga denaro direttamente alle imprese. Il meccanismo si basa su un contributo in conto impianti che il MIMIT riconosce a fronte di un finanziamento bancario o di un contratto di leasing stipulato con un intermediario convenzionato nell’ambito della convenzione MIMIT-ABI-Cassa Depositi e Prestiti. L’importo del contributo è calcolato su un tasso convenzionale annuo pari al:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari in beni strumentali;
  • 3,575% per gli investimenti 4.0 e per quelli green, con una maggiorazione del 30% rispetto alla linea ordinaria.

La linea di credito deve avere un importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro per singola impresa, con durata massima di cinque anni. Per quelle fino a 200.000 euro il contributo ministeriale è erogato in un’unica soluzione, riducendo i tempi di incasso soprattutto per le realtà più piccole. Il finanziamento può coprire fino al 100% del costo dell’investimento e può essere assistito dalla garanzia del Fondo PMI fino all’80% dell’importo, senza valutazione del merito di credito per le domande sotto soglia.

Quali investimenti sono ammessi

La misura copre tre categorie di investimento con regole e maggiorazioni differenziate:

  • investimenti ordinari in macchinari, impianti, attrezzature nuove a uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali per strutture produttive esistenti o da avviare;
  • investimenti 4.0 in beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione digitale, tra cui big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura additiva e sistemi RFID per il tracciamento e la pesatura dei rifiuti;
  • investimenti green in macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica a basso impatto ambientale, ammissibili con la maggiorazione del contributo prevista per la linea ecologica.

Linea Capitalizzazione, contributo maggiorato per società di capitali

Accanto alle tre linee ordinarie, è disponibile dal 1° ottobre 2024 la linea “Sostegno alla capitalizzazione“, riservata alle PMI costituite come società di capitali che collegano l’investimento in beni strumentali, 4.0 o green a un aumento del capitale sociale. Il contributo ministeriale è maggiorato rispetto alle aliquote standard, con l’obiettivo di rafforzare la solidità patrimoniale delle imprese che investono.

Il mantenimento dell’incremento del capitale sociale è condizione necessaria per l’intero periodo di agevolazione. Le risorse destinate alla Capitalizzazione si esauriscono più rapidamente rispetto alla linea ordinaria — dato già emerso nel 2025 — proprio perché il doppio beneficio (sostegno all’investimento più rafforzamento patrimoniale) la rende più attrattiva.

Chi può fare domanda e come

Possono accedere alla Nuova Sabatini le micro, piccole e medie imprese di tutti i settori produttivi — inclusi agricoltura e pesca, escluse le attività finanziarie e assicurative (sezione K ATECO 2025) — con sede operativa in Italia, regolarmente iscritte al Registro delle imprese e non in stato di liquidazione.

La domanda si presenta contestualmente alla richiesta di finanziamento presso una banca o intermediario finanziario convenzionato, tramite la piattaforma dedicata benistrumentali.dgiai.gov.it: non è ammessa la presentazione dopo l’acquisto dei beni. Restano invariati i passaggi fondamentali: presentazione della domanda, deliberazione del finanziamento, installazione del bene, richiesta del contributo.