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Lavoro privato, ecco i dipendenti meglio pagati in Italia secondo l’INPS

di Anna Fabi

20 Novembre 2025 11:32

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Osservatorio INPS sui lavoratori dipendenti del settore privato: salgono le retribuzioni medie e si delineano mestieri e ruoli meglio retribuiti in Italia.

L’Osservatorio sui dipendenti del settore privato, pubblicato nei giorni scorsi dall’INPS, fotografa un mercato del lavoro in crescita nel 2024, con 17,7 milioni di impiegati e un aumento delle retribuzioni medie annue a 24.486 euro. Il rapporto evidenzia un miglioramento dell’occupazione stabile, un incremento dei rapporti intermittenti e un lieve calo dei somministrati. Ma soprattutto consente di individuare quali sono, oggi, i lavori meglio pagati in Italia tra gli occupati dipendenti non agricoli e non domestici.

I dipendenti più pagati: dirigenti, quadri e tecnici ai vertici

Dalla lettura dei dati retributivi emergono una serie di conferme: i livelli stipendiali più elevati si registrano tra dirigenti e quadri, seguiti dalle professioni tecniche. La struttura del settore privato mostra una composizione stabile ma con un divario crescente fra le diverse categorie.

  • Dirigenti: il gruppo con i livelli retributivi più elevati nell’intero settore privato. Pur rappresentando una quota minoritaria della forza lavoro, concentrano la fascia più alta degli stipendi.
  • Quadri: subito sotto i dirigenti, con retribuzioni che riflettono ruoli gestionali e responsabilità operative crescenti.
  • Impiegati tecnici e specialistici: un comparto in progressiva valorizzazione grazie alla domanda di competenze digitali, amministrative e tecniche avanzate.

La categoria numericamente più significativa resta quella degli operai (56% del totale), ma con livelli retributivi medi inferiori rispetto agli altri gruppi, mentre apprendisti e lavoratori intermittenti mostrano importi più bassi per la natura stessa dei rapporti contrattuali.

Retribuzioni in aumento ma solo tra gli uomini

Il 2024 segna una crescita delle retribuzioni medie (+3,4%), ma persiste un fortissimo divario di genere. Gli uomini registrano una media annua di 27.967 euro, mentre le donne si fermano a 19.833 euro. Il differenziale riguarda tutte le tipologie contrattuali e segue un andamento simile nelle diverse fasce d’età.

Le retribuzioni aumentano con l’età fino al picco tra i 55 e i 59 anni, riflettendo anzianità di servizio e posizioni più qualificate. Oltre i 60 anni, la crescita dipende soprattutto dalla continuità lavorativa e dai ruoli ricoperti.

Il peso della geografia retributiva

L’Osservatorio conferma la forte differenziazione territoriale dei livelli retributivi. La quota maggiore degli occupati si concentra nel Nord, dove si registrano anche i valori medi più elevati:

  • Nord-ovest 28.852 euro medi annui;
  • Nord-est 25.723 euro medi annui;
  • Centro livelli intermedi, riflesso del tessuto produttivo misto;
  • Mezzogiorno retribuzioni più basse e minore continuità lavorativa.

La geografia retributiva ricalca fedelmente la distribuzione del tessuto industriale italiano, con più aziende manifatturiere e tecnologiche nelle regioni settentrionali e un mercato del lavoro più frammentato nel Sud.

Intermittenti e somministrati con minor reddito

Tra le forme contrattuali più diffuse nelle attività stagionali e nei servizi, il lavoro intermittente coinvolge 758.699 persone nel 2024. La retribuzione media annua è di soli 2.648 euro, a testimonianza della natura discontinua del rapporto. I lavoratori somministrati, invece, sono 915.062 e mostrano compensi medi più alti (10.578 euro) ma comunque inferiori rispetto ai contratti stabili. Il divario di genere è più marcato: 11.839 euro per gli uomini contro 8.889 per le donne. La maggiore concentrazione di queste forme contrattuali si registra nelle regioni del Nord.