Tratto dallo speciale:

Pensioni 2027: stop selettivo ai tre mesi in più per meno del 3% dei lavoratori

di Anna Fabi

Pubblicato 13 Ottobre 2025
Aggiornato 17:42

logo PMI+ logo PMI+
Manovra: il Governo valuta la sterilizzazione dei requisiti pensionistici solo per lavoratori precoci e usuranti, aumenti graduali per tutti gli altri.

Il dibattito sulle pensioni registra un’importante svolta in vista della Manovra 2026. Il Governo, che sperava di bloccare integralmente l’aumento dei requisiti anagrafici e contributivi (tre mesi in più dal 2027), deve fare i conti con i costi elevati di una misura generalizzata: circa 3 miliardi di euro all’anno per il biennio 2027-2029.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha chiarito che l’intervento sarà quindi una sterilizzazione selettiva, destinata probabilmente ai soli precoci – ossia coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni – e ai lavoratori impiegati in attività usuranti.

Secondo i dati INPS, si tratta di appena 13mila lavoratori in tutto, meno del 3% dei pensionati e circa il 6% delle pensioni anticipate.

Riforma pensioni: le proposte sul tavolo

Attuando un blocco selettivo degli scatti di adeguamento all’età pensionabile e ai requisiti contributivi per la pensione anticipata, per i restanti lavoratori, le opzioni considerate dalla Ragioneria di Stato prevedono diverse alternative.

Blocco scatti selettivo

Una delle ipotesi principali consiste nel congelamento dei tre mesi aggiuntivi solo per chi nel 2027 avrà almeno 64 anni, lasciando invariata la quota contributiva minima a 43 anni e 1 mese per gli altri. In questo modo si manterrebbe la “promessa politica” della pensione di vecchiaia mantenuta a 67 anni ed il costo a regime scenderebbe a circa 2 miliardi di euro, rispetto ai 3 miliardi del blocco totale.

Aumento requisiti graduale

Un’altra ipotesi, sostenuta dal ministero dell’Economia, prevede aumenti graduali dei requisiti: un mese nel 2027 e un incremento ulteriore nel 2028, calcolati sulla base dell’aumento dell’aspettativa di vita stimata dall’ISTAT. Questa soluzione permetterebbe di distribuire l’aumento in modo più sostenibile, interessando progressivamente la maggior parte dei pensionati.

=> Manovra: fumata nera su lavoro e pensioni

Pensioni anticipate e flessibilità in uscita

Nel pacchetto pensioni in Legge di Bilancio 2026 potrebbero confluire anche le uniche tre forme di uscita anticipata flessibile ad ora esistenti: APE Sociale, Opzione Donna e Quota 103. Le condizioni, le finestre temporali e i criteri di ricalcolo resteranno invariati rispetto all’anno corrente. Per quanto riguarda Quota 103, le adesioni previste rimangono contenute, intorno a 16 mila unità.