Una delle misure sulle pensioni allo studio in vista della Manovra 2026 è il congelamento degli scatti legati alle aspettative di vita che altrimenti dovrebbero applicarsi nel 2027 per i requisiti anagrafici (la cosiddetta età pensionabile).
In base alle ultime ipotesi di stampa, i tecnici dell’esecutivo sarebbero al lavoro su più opzioni, che hanno un costo molto diverso fra loro: congelare il prossimo adeguamento per tutti, limitarlo a coloro che hanno compiuto 64 anni o applicarlo spalmandolo fra il 2027 e il 2028.
Vediamo come si sta sviluppando il dibattito.
Gli adeguamenti dell’età pensionabile
In mancanza di interventi, dal 2027 scatterà il prossimo adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita. Non è ancora ufficialmente quantificato ma, con ogni probabilità, sarà un aumento di tre mesi rispetto all’attuale requisito. Quindi, per la pensione di vecchiaia ci vorrebbero 67 anni e tre mesi di età mentre per la pensione anticipata si salirebbe a 43 anni e un mese per gli uomini ed a 42 anni e un mese per le donne.
Ipotesi blocco scatti pensione
Il Governo, a più riprese, ha manifestato l’intenzione di bloccare questo adeguamento previsto nel 2027, andando incontro anche alle richieste dei sindacati. Ma, come sempre succede quando si tratta di predisporre la Legge di Bilancio, bisogna fare i conti con le risorse a disposizione. Il congelamento per tutti costerebbe 2 miliardi di euro nei primi due anni e, a regime, la spesa salirebbe a 3 miliardi.
In base ai numeri contenuti nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), la prossima Manovra economica prevederà in tutto interventi per circa 16 miliardi di euro. Una cifra relativamente contenuta se paragonata a quelle degli scorsi anni: 30 miliardi la Legge di Bilancio 2025, 28 miliardi quella 2024.
Considerando che in materia pensionistica sembrano probabili le consuete proroghe di Opzione Donna, Quota 103 e APE Sociale, non rimangono coperture cospicue da destinare a ad altre misure come gli scatti. Per questo motivo, si esplorano strade alternative, che intervengano in modo selettivo.
Ipotesi congelamento scatti da 64 anni
La prima di queste soluzioni è rappresentata dall’introduzione di un limite di età: lo scatto 2027 si bloccherebbe solo per chi ha già compiuto i 64 anni. Questo salverebbe tutte le pensioni di vecchiaia, per le quali l’età anagrafica resterebbe a 67 anni.
Di contro, ridurrebbe la platea per chi ha maturato il requisito per la pensione anticipata. In questo caso, interverrebbe un doppio binario:
- per chi nel 2027 avrà almeno 64 anni, il requisito resterebbe a 42 anni e dieci mesi di contributi versati per gli uomini e 41 e dieci mesi per le donne;
- chi nel 2027 non avesse ancora compiuto i 64 anni, per ritirarsi in anticipato dovrebbe avere 43 anni e un mese di contributi versati oppure o un anno in meno per le donne.
Ipotesi scatti scaglionati
C’è anche una terza possibilità di cui si parla, che prevede una sorta di entrata in vigore scaglionata dello scatto. Un solo mese in più nel 2027 ed altri due mesi nel 2028 (sempre nell’ipotesi in cui il prossimo scatto sia pari a tre mesi).
Le prossime settimane saranno decisive per avere maggiori certezze. Entro il 15 ottobre è previsto il via libera al Documento Programmatico di Bilancio (DPB) da inviare a Bruxelles: fornirà i primi dettagli concreti sulla Manovra. Nei giorni successivi (entro il 20 ottobre) il Consiglio dei Ministri dovrà varare la Legge di Bilancio vera e propria.