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Pensioni donne, negli assegni il divario sale a 474 euro

di Teresa Barone

23 Aprile 2026 11:34

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Osservatorio INPS: nel primo trimestre 2026 le donne si fermano a 1.060 euro medi contro 1.534 per gli uomini. Come da tendenza consolidata, pesano carriere discontinue e retribuzioni inferiori.

L’ultimo Osservatorio INPS sui flussi di pensionamento analizza i trattamenti con decorrenza nel primo trimestre 2026 e rivela dati che riflette una tendenza costante da anni: le donne si fermano a 1.060 euro medi al mese, gli uomini arrivano a 1.534 euro. La distanza vale dunque 474 euro su ogni nuovo assegno ed è strettamente connessa alle carriere discontinue tipiche delle lavoratrici italiane, le quali ricevono anche di retribuzioni più basse. Ad impattare sui gap è anche la maggiore incidenza delle pensioni ai superstiti, tipicamente erogate a donne.

In Italia le pensioni medie valgono 1.285 euro

Secondo l’Osservatorio INPS sulle pensioni, nel primo trimestre 2026 sono state liquidate 211.524 pensioni con un importo medio di 1.285 euro. Dentro quella media generale restano molto distanti i due profili: 1.060 euro per le donne e 1.534 euro per gli uomini. L’INPS invita comunque a leggere con prudenza il confronto tra i dati del 2025 e quelli del primo trimestre 2026. Le 880.139 pensioni con decorrenza nel 2025 includono anche liquidazioni arrivate dopo la fine dell’anno, fino al 2 aprile 2026 (data di pubblicazione del report), mentre le 211.524 del primo trimestre 2026 comprendono solo le pratiche chiuse entro la stessa data con decorrenza entro marzo.

Pensioni 2026: donne a 1.060 euro, uomini a 1.534 euro

Il trend che si conferma è il crescente divario di genere tra gli importi dei trattamenti erogati. Nell’ultimo trimestre si registrano 474 euro di distanza media tra i nuovi assegni delle donne e quelli degli uomini. Tradotto in valore assoluto, dunque, il divario tra i nuovi assegni nel 2026 è di 74 euro al mese più rispetto al 2025.  In termini percentuali, le pensioni liquidate alle donne nel primo trimestre si collocano del 30,9% sotto quelle degli uomini. Il nuovo monitoraggio aggiorna così una frattura già intercettata nei precedenti report sugli importi medi delle pensioni INPS, oggi ancora più netta nel confronto tra i nuovi trattamenti.

Reversibilità alle donne, trattamenti inferiori

Gli uomini incassano in numero maggiore le pensioni anticipate, cioè la fascia con assegni medi più alti, mentre tra le donne è più presente la quota dei trattamenti ai superstiti e delle carriere contributive più corte. Nel primo trimestre 2026, secondo i dati rilanciati sull’Osservatorio, agli uomini sono andate 38.314 pensioni anticipate per 2.203 euro medi, alle donne 17.690 per 1.829 euro.