Per il secondo anno consecutivo le retribuzioni italiane crescono più dell’inflazione: nel 2025 la RAL media nel settore privato ha raggiunto i 32.991 euro, con un aumento del 3,6% a fronte di un’inflazione ferma all’1,5%. Il segnale è positivo, ma il confronto con l’Europa continua a penalizzare i lavoratori italiani: l’Italia si colloca al 23° posto su 34 Paesi OCSE per salario medio, con un gap del 16,6% rispetto alla media. Nel decennio 2015-2025 le buste paga sono salite del 15% mentre i prezzi hanno perso il 22,6% — quasi 8 punti di potere d’acquisto bruciati. Sono i dati del JP Salary Outlook 2026 dell’Osservatorio JobPricing.
Dal 7 giugno 2026 entrerà in vigore la direttiva europea sulla trasparenza salariale, che obbligherà le aziende a indicare le fasce retributive nelle offerte di lavoro. Nel frattempo, i ruoli che pagano di più nel 2026 si concentrano in quattro aree: tecnologia e intelligenza artificiale, finanza e management, ingegneria e supply chain, tecnici specializzati. Sul podio delle città con le retribuzioni più alte c’è ancora Milano; in coda, Basilicata, Calabria e Molise.
- La mappa delle retribuzioni per regione e provincia
- I settori con le buste paga più alte
- Retribuzioni per inquadramento nel settore privato
- La classifica dei lavori più pagati per professione
- Le quattro categorie di lavori più pagati nel 2026
- Lavori ben pagati anche senza laurea
- Quanto conta il titolo di studio sullo stipendio
- Le retribuzioni nel pubblico impiego
- I lavori meno pagati in Italia
La mappa delle retribuzioni per regione e provincia
Le differenze territoriali restano una delle criticità strutturali del mercato del lavoro italiano. La RAL media al Nord supera quella del Sud e delle Isole di quasi 4.400 euro — circa il 15% in più. Negli ultimi anni il Sud cresce percentualmente più del Nord, in un lento processo di convergenza che non ha ancora colmato il gap in valori assoluti. Le retribuzioni medie per macroregione nel 2025:
- Nord, RAL media di 34.119 euro;
- Centro, RAL media di 32.746 euro;
- Sud e Isole, RAL media di 29.777 euro.
Classifica degli stipendi per regione
La Lombardia guida la classifica con una RAL media di 35.137 euro, seguita da Liguria (34.008 euro) e Lazio (32.220 euro). All’estremo opposto si trovano Basilicata, Calabria e Molise. La tabella raccoglie i dati più aggiornati disponibili per regione (JP Salary Outlook 2026 per le prime tre; JobPricing 2024 per le altre).
| Regione | RAL media (€) |
|---|---|
| Lombardia | 35.137 |
| Liguria | 34.008 |
| Trentino-Alto Adige | 33.532 |
| Lazio | 32.220 |
| Piemonte | 32.361 |
| Emilia-Romagna | 32.268 |
| Campania | 29.296 |
| Puglia | 29.076 |
| Calabria | 28.010 |
| Basilicata | 27.232 |
I settori con le buste paga più alte
In Italia le professioni più remunerative sono quasi sempre legate a settori ad alta specializzazione. I servizi finanziari guidano la classifica, con una RAL media di 45.461 euro — il comparto più remunerativo anche nel lungo periodo. Nel breve periodo il settore con la crescita più marcata è quello edilizio. I salari più bassi si registrano nei comparti a minore specializzazione, come agricoltura.
| Settore di attività | RAL media (€) |
|---|---|
| Servizi finanziari | 45.461 |
| Utilities | 34.861 |
| Industria di processo | 33.710 |
| Industria manifatturiera | 33.349 |
| Servizi | 30.752 |
| Commercio | 30.527 |
| Edilizia | 28.709 |
| Agricoltura | 26.518 |
Il gender pay gap sulla RAL è dell’8,5%, che sale al 10% sulla retribuzione globale annua, dove conta anche la componente variabile. Il divario maggiore si rileva tra gli operai (9,5%), quello più contenuto tra i quadri (4,3%). Le dimensioni aziendali pesano: la RAL media nelle microimprese è di 28.610 euro, mentre nelle grandi imprese raggiunge i 39.021 euro.
Retribuzioni per inquadramento nel settore privato
Il JP Salary Outlook 2026 fotografa una struttura retributiva molto diseguale. La RAL media nazionale di 32.991 euro nasconde divari profondi tra categorie: il 9° decile dei CEO guadagna 8,8 volte rispetto al 1° decile degli operai. Il dettaglio per inquadramento:
- la RAL media dei dirigenti è di circa 106.600 euro;
- la RAL media degli impiegati è di 34.342 euro, con la crescita più alta nell’ultimo anno (+3,8%) e la progressione decennale più elevata tra tutti gli inquadramenti (+13,1% dal 2015);
- la RAL media degli operai è di 27.937 euro, con la crescita relativa più sostenuta nel lungo periodo (+16,6% dal 2015).
Il 75% dei lavoratori dipendenti riceve una RAL inferiore a 35.000 euro; quasi il 90% non supera i 40.000 euro. Solo il 37,4% dei dipendenti beneficia di una componente variabile dello stipendio — un dato che segnala quanto i bonus e gli incentivi restino marginali nel sistema retributivo italiano rispetto agli altri Paesi europei.
La classifica dei lavori più pagati per professione
Le fonti sulle retribuzioni per professione in Italia restituiscono due immagini complementari: i dati ISTAT fotografano le professioni ordinistiche tradizionali, le salary survey 2026 tracciano l’ascesa dei ruoli digitali e manageriali. Entrambe le prospettive sono necessarie per orientarsi nel mercato del lavoro italiano.
Le professioni ordinistiche: dati ISTAT
I dati ISTAT sulle retribuzioni per professione più aggiornati disponibili risalgono al 2021 e mostrano una gerarchia rimasta sostanzialmente stabile. In cima, con ampio vantaggio, il notaio, con uno stipendio medio di 265.000 euro l’anno.
| Professione | Stipendio medio lordo (€/anno) |
|---|---|
| Notaio | 265.000 |
| Direttore generale | 150.000 |
| Chirurgo | 140.000 |
| Medico specialista | 120.000 |
| Avvocato senior | 100.000 |
| Direttore finanziario | 100.000 |
| Pilota di linea | 90.000 |
| Dentista | 90.000 |
| Consulente finanziario | 80.000 |
| Manager delle risorse umane | 80.000 |
| Ingegnere del software | 70.000 |
I ruoli con le retribuzioni più alte nel mercato 2026
Le retribuzioni variano molto in base a esperienza, specializzazione e area geografica. Le cifre che seguono rappresentano range lordi annui indicativi per il mercato italiano:
- i notai percepiscono tra 60.000 e 200.000 euro lordi annui, a seconda dell’anzianità e della piazza;
- i medici specialisti guadagnano tra 70.000 e 110.000 euro, con le specializzazioni chirurgiche in cima;
- i piloti di aereo si attestano in media attorno ai 70.000 euro lordi, con variazioni considerevoli in base alla compagnia e alle tratte;
- l’IT manager può superare i 50.000 euro lordi, con punte oltre i 100.000 nelle realtà più strutturate;
- i farmacisti partono da 26-27.000 euro come dipendenti e superano i 50-60.000 euro per figure senior o titolari di farmacia;
- gli architetti e ingegneri hanno una media intorno ai 38.000 euro annui lordi, che può superare gli 80.000 per professionisti con esperienza consolidata;
- l’e-commerce manager parte dai 30.000 euro per le figure junior e può arrivare tra i 40.000 e gli 80.000 euro, con picchi oltre i 100.000 in grandi gruppi multinazionali;
- gli avvocati hanno uno stipendio medio intorno ai 37.000 euro annui, con forte variabilità verso l’alto per specializzazione e seniority;
- i commercialisti e consulenti del lavoro si attestano intorno ai 33.000 euro di media, con i professionisti senior e gli incarichi in collegi sindacali che superano i 100.000 euro.
Le quattro categorie di lavori più pagati nel 2026
La nuova mappa delle retribuzioni 2026 non fotografa una top ten rigida ma una distribuzione per aree professionali che trainano le buste paga. Il tratto comune non è solo il titolo del ruolo: conta il peso strategico che queste figure hanno per le aziende — controllo del rischio, automazione, dati, sicurezza informatica, continuità produttiva:
- area tech e intelligenza artificiale, con data scientist, cyber security expert, cloud engineer, IT manager e AI solutions architect tra i profili più remunerati;
- area finanza, controllo e management, con CFO, business controller, risk manager e HR manager che confermano il premio salariale dei ruoli di governo aziendale;
- area ingegneria e supply chain, dove automation engineer, ingegnere ambientale, supply-chain manager e plant manager beneficiano della rarità delle competenze nel manifatturiero avanzato;
- area tecnici specializzati, dove meccatronico, programmatore PLC e tecnico commerciale spuntano retribuzioni competitive grazie alla scarsità sul mercato — a prescindere dal titolo di studio.
Sul piano geografico, Milano e hinterland restano il polo più forte per finance e tech. Il quadrilatero industriale tra Emilia e Veneto concentra molti dei profili tecnici e ingegneristici meglio pagati. Roma, Torino e Bologna si confermano hub per innovazione, difesa e aerospazio.
Lavori ben pagati anche senza laurea
Non tutte le professioni ad alto reddito richiedono un titolo universitario. Nel digitale e nel marketing la competenza pratica e la specializzazione contano spesso più del percorso formale. Tra i lavori ben pagati accessibili senza laurea nel 2026:
- il web marketing manager guadagna in media 57.000 euro lordi annui, con percorsi di accesso attraverso certificazioni e formazione sul campo;
- il digital marketing manager ha una RAL media tra 40.000 e 65.000 euro, in crescita per effetto della domanda aziendale trasversale a ogni settore;
- il web analytics manager si colloca tra 35.000 e 55.000 euro, con forte domanda nell’e-commerce e nella grande distribuzione;
- il programmatore PLC e il meccatronico rientrano tra i tecnici specializzati con retribuzioni competitive nel manifatturiero, con percorsi ITS e formazione professionale come alternativa alla laurea.
In comune a queste figure c’è la necessità di aggiornamento continuo: certificazioni, padronanza dei tool più recenti e competenze sugli strumenti di AI sono diventati prerequisiti di mercato a prescindere dal titolo di studio.
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Quanto conta il titolo di studio sullo stipendio
Secondo il JP Salary Outlook 2026, un laureato guadagna in media il 36,7% in più rispetto a un non laureato. La differenza retributiva tra chi è all’inizio della carriera e chi è in fase di uscita dal mercato è del 32,4%, con il salto più netto che si registra entro i 45 anni. Negli ultimi dieci anni il tasso di crescita delle retribuzioni degli under 35 è stato sensibilmente migliore rispetto a tutte le altre fasce di età.
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I dati ISTAT confermano il vantaggio del titolo: i laureati tra i 25 e i 64 anni godono di un tasso di occupazione superiore del 30% rispetto a chi ha al massimo la licenza media, differenza che sale a 35 punti nel Mezzogiorno e a 44 punti tra le donne. Nel contesto europeo, i lavoratori con diploma di istruzione secondaria superiore guadagnano il 42% in più rispetto a chi ha la licenza media. Tuttavia, come mostra il caso dei ruoli digitali e tecnici specializzati, il mercato 2026 valorizza sempre più competenze certificate e dimostrabili, anche in assenza di un percorso universitario.
Le retribuzioni nel pubblico impiego
Le retribuzioni nel settore pubblico si attestano in media intorno ai 34.153 euro lordi annui, con un netto mensile medio di circa 1.950 euro. La magistratura guida la classifica interna, mentre gli insegnanti risultano tra le categorie più penalizzate nonostante il carico professionale.
| Settore pubblico | Stipendio medio lordo (€/anno) |
|---|---|
| Magistratura | 59.000 |
| Forze Armate | 50.000 |
| Corpo di Polizia | 45.000 |
| Servizio Sanitario Nazionale | 43.000 |
| Scuola | 26.000 |
I lavori meno pagati in Italia
Nonostante il lavoro pubblico faccia ancora gola a molti per la stabilità che offre, nella classifica dei lavori meno pagati figurano alcune categorie del settore pubblico. Gli stipendi della Polizia di Stato si aggirano intorno ai 1.400 euro netti mensili, inferiori alla media europea nonostante l’importanza del ruolo; l’importo può aumentare con straordinari e ore extra. Stesso schema per vigili del fuoco, carabinieri e le altre forze dell’ordine.
In ambito scuola, i professori delle superiori guadagnano in media circa 31.000 euro lordi annui (minimo 25.000, massimo 38.000), contro una media nella PA di circa 34-35.000 euro. Per gli insegnanti della scuola primaria le retribuzioni sono più penalizzanti: si va dai 22.000 euro lordi annui a un massimo di circa 34.000. Al contrario, lo stipendio di un professore universitario ordinario varia tra 3.300 e 4.000 euro mensili.