Il mercato del lavoro mostra segnali di consolidamento con le retribuzioni medie dei lavoratori italiani in crescita del 2,6%. Si tratta di una risposta diretta all’inflazione ma anche di un’opportunità strategica per le imprese che intendono preservare il potere d’acquisto dei talenti.
I dati dell’Osservatorio 2026 di Hunters Group indicano che per professionisti e aziende è il momento di definire un equilibrio basato su competenze e trasparenza. I principali driver del mercato includono la sostenibilità, la trasparenza retributiva e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale che rappresenta ormai un requisito per quasi ogni profilo professionale.
Le retribuzioni medie 2026 per ogni settore
L’analisi di Hunters Group fornisce una panoramica delle RAL (Retribuzione Annua Lorda) medie suddivise per comparto e anzianità di servizio. L’andamento del 2026 conferma che la specializzazione tecnica e la capacità di integrare strumenti tecnologici rimangono i fattori determinanti per l’incremento del valore individuale sul mercato.
I livelli retributivi attuali sono i seguenti:
- Assistant & office support con una executive assistant senior che percepisce tra i 70.000 e i 100.000 euro;
- Automation & engineering dove la RAL di un plant manager senior supera i 90.000 euro ma un robotics engineer junior parte da circa 30.000 euro;
- Banking & insurance con un private banker senior che raggiunge i 250.000 euro lordi annui mentre un relationship manager esperto varia tra i 95.000 e i 180.000 euro;
- Construction per cui i project manager sono molto richiesti con entrate da 32.000 euro per i junior fino agli 85.000 euro per i profili con oltre 8 anni di esperienza;
- Energy con un ESG & sustainability manager senior che ottiene fino a 120.000 euro ma un renewable project manager può toccare i 130.000 euro;
- Financial services dove per i CFO la RAL oscilla tra 90.000 e 130.000 euro mentre un risk manager junior si ferma a 40.000 euro;
- Healthcare & life sciences con il quality control analyst che guadagna tra i 28.000 e i 38.000 euro all’inizio della carriera ma può arrivare a 75.000 euro dopo gli 8 anni sul campo;
- Human resources dove le figure junior partono da circa 29.000 euro mentre i compensation & benefits manager senior raggiungono i 75.000 euro;
- IC, Digital & New Media con un cloud architect senior che guadagna tra 60.000 e 100.000 euro mentre l’incident responder esperto oscilla tra i 55.000 e i 60.000 euro;
- Oil & gas con stipendi da 35.000 euro per i junior fino ai 120.000 euro per i ruoli dirigenziali senior;
- Retail & GDO dove un e-commerce & omnichannel manager con elevata esperienza guadagna fino a 140.000 euro lordi annui;
- Sales con un export manager senior che ottiene fino a 85.000 euro ma un business development manager esperto si attesta tra 45.000 e 60.000 euro;
- Tax & legal per un legal manager in ingresso con stipendio tra 23.000 e 32.000 euro che può superare i 72.000 euro con l’anzianità;
- Logistica e trasporti con un import-export coordinator senior che percepisce fino a 80.000 euro mentre un logistics specialist junior parte da 22.000 euro.
=> Lavoro privato, ecco i meglio pagati in Italia
Dalla Great Resignation alla Grande Ricalibratura
Il panorama occupazionale del 2026 segna il passaggio definitivo dalle “grandi dimissioni” alla grande ricalibratura dove il lavoro non rappresenta più un costo ma un asset di governance. In questo scenario le aziende superano la rigidità delle mansioni tradizionali per focalizzarsi sul potenziale delle risorse umane ma la vera sfida normativa è fissata per giugno 2026 con l’entrata in vigore della direttiva sulla trasparenza retributiva.
La sostenibilità e i criteri ESG diventano parte integrante del core business e non più semplici elementi di marketing mentre la domanda di profili tech segna un balzo del 30% rispetto agli anni precedenti. La competitività del sistema paese è inoltre sostenuta dal settore logistico che contribuisce all’8,2% del PIL nazionale grazie all’adozione di nuove competenze digitali e linguistiche.