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Pensione commercianti più cara dal 2022

di Redazione PMI.it

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Pensione commercianti: da gennaio 2022 aumenta il contributo INPS dovuto alla Gestione Speciale per finanziare l'indennizzo per la cessata attività.

Tra le novità della nuova Legge di Bilancio c’è anche quella che prevede un aumento dei contributi dovuti dagli iscritti alla Gestione Speciale dei lavoratori commercianti. Per effetto dell’articolo 1, co. 380 della Legge n. 178/2020 (Legge di Bilancio 2021), infatti, sale al 24,48% l’aliquota complessivamente dovuta per la pensione commercianti a partire dal 2022.

Commercianti: contributi e indennizzi

Ad aumentare è in particolare l’aliquota di contribuzione aggiuntiva per far fronte ai maggiori oneri di finanziamento dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività stabilizzato a partire dal 1° gennaio 2019 con la precedente manovra (art. 1, c. 284, l.n.  145/2018), che aumenterà dallo 0,09% allo 0,48%, portando l’aliquota complessiva dal 24,09% al 24,48%.

Questo aumento consentirà all’INPS di far ripartire l’erogazione degli indennizzi mensili pari al trattamento pensionistico minimo (circa 515 euro) erogati in occasione della cessazione definitiva di specifiche attività commerciali. La prestazione, pensata per accompagnare il commerciante fino alla maturazione della pensione di vecchiaia, era stata bloccata dall’INPS, a partire dalle domande pervenute dopo il 30 novembre 2019, per mancanza di risorse.

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L’INPS stesso, nel messaggio 2347/2020, aveva precisato che in caso di domanda accolta l’indennizzo commercianti per cessazione dell’attività sarebbe stato erogato non appena rifinanziata la misura. Ora, per effetto dell’articolo 71 della Manovra, verranno sbloccate tutte le eventuali situazioni pendenti.