Tredicesima con CIG Covid: come varia l’importo in busta paga

di Redazione PMI.it

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Tredicesima mensilità a dicembre con importo variabile per lavoratori in cassa Covid: cosa cambia se la CIG è a zero ore oppure a orario ridotto.

Quella in busta paga a dicembre sarà per molti italiani una tredicesima mensilità più povera. I lunghi messi di cassa integrazione incidono infatti, per molte categorie di lavoratori, ai fini del calcolo dell’importo. Nel caso in cui il datore di lavoro sia ricorso alla CIG con causale Covid-19, le regole per calcolare la mensilità aggiuntiva di fine anno varia a seconda che si tratti di sospensione a zero ore oppure di riduzione di orario.

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Tredicesima con CIG a zero ore

L’integrazione salariale corrisposta dall’INPS o altri enti previdenziali comprende purtroppo anche da quota di retribuzione destinata alla tredicesima, per tutte le ore in cui il lavoratore è messo in cassa integrazione. Dunque non è prevista maturazione di retribuzione differita. E quindi, a fine anno, dalla tredicesima maturata si scalano i mesi in cui l’attività di lavoro risulta sospesa causa CIG. Con la conseguenza di un importo complessivo più povero (pari alla somma degli importi maturati ogni mese durante il periodo di lavoro effettivo svolto nell’anno).

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CIG a orario ridotto

Nel caso in cui la cassa integrazione disposta per il lavoratore abbia invece comportato soltanto una riduzione dell’orario di lavoro, i relativi periodi generano comunque due quote di tredicesima: sia quella per le ore effettive di lavoro (maturate anche in malattia, infortunio, ecc.), sia quelle relative ai periodi di cassa (con parziale integrazione salariale). In questo caso, però, il datore di lavoro deve verificare però se l’80% della retribuzione non supera il massimale orario di integrazione: solo in questo caso sarà corrisposta anche una parte delle mensilità aggiuntive fino al limite del massimale.