Italia, Paese povero o furbo?

di LavoroImpresa

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Siamo tutti pronti a tirarci fuori dalla massa e a rimanere indignati se il nostro vicino viene colto con le mani nel sacco. Insomma predichiamo bene ma, secondo il Fisco, alcuni di noi razzolano proprio male. E se in passato si aveva la sensazione che il contribuente fosse etichettato evasore già  dalla nascita, oggi ne abbiamo la certezza. Il contribuente è evasore fino a prova contraria, ossia fino a quando riesce a dimostrare la propria irreprensibile rettitudine.

I dati purtroppo non sembrano voler smentire questa teoria: appena lo 0,95% dei contribuenti dichiara al Fisco oltre 100.000 euro l’anno. E’ evidente che in Italia sia presente qualche furbetto che sottrae all’Erario la sconcertante cifra di 100 miliardi di euro. E questo indebito prelievo si ripete sistematicamente ogni anno.

Sono furbetti che hanno la sfrontatezza di dichiarare un reddito addirittura inferiore rispetto alle spese certe e facilmente ravvisabili quali mutui o leasing oppure pagano metà  del reddito dichiarato ad un circolo privato. Peggio per loro: tra poco saranno sguinzagliati i cosiddetti 007 del Fisco che, sfruttando le potenzialità  del nuovo Redditometro, riusciranno a individuare gli evasori per rimetterli sulla retta via.

Come si giustificano gli evasori? Secondo loro la colpa è delle tasse troppo alte. Come se l’iniquo prelievo fiscale potesse legittimare in qualche modo il loro comportamento biasimevole. A dire il vero, di tasse ne paghiamo parecchie. Lo dimostra uno studio condotto da Banca Mondiale insieme a Iif e PriceWhaterhouse Coopers che calcola il peso del prelievo fiscale sulle imprese. L’Italia è al 167° posto su una classifica mondiale. Troppe tasse, quindi, soprattutto sul lavoro e alti i contributi sociali pagati dai datori di lavoro. A conti fatti le Pmi versano all’Erario il 68,6% dei profitti contro il 47,8% della media mondiale.

Non ci resta che creare impresa in Paesi che stanno in testa alla classifica come le Maldive, il Qatar o gli Emirati Arabi Uniti e restare in attesa che il Governo emani un nuovo scudo fiscale che ci consenta di rimpatriare in Italia il capitale detenuto all'estero?!