Agevolazioni per la realizzazione di progetti nelle aree di crisi

di Roberto Grementieri

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Con il decreto del 25 gennaio 2010, pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 97 del 27 aprile 2010, il Ministro dello Sviluppo Economico ha approvato i nuovi indirizzi operativi relativi alla legge 181/89.

Il sistema agevolativo prevede la concessione contributi in conto capitale e finanziamenti a tasso agevolato in favore di iniziative insediate nelle aree di crisi.

Rispetto alle disposizioni applicative finora in vigore, il nuovo quadro regolamentare contiene alcune importanti novità .

Innanzitutto, il decreto ha previsto la possibilità  per le iniziative imprenditoriali del Centro e Nord Italia, di poter usufruire di finanziamenti agevolati erogabili con le medesime modalità  già  previste per le iniziative del Sud Italia.
Ciò permetterà  agli investimenti localizzati nel Centro-Nord di aumentare fino al 50% le coperture agevolate, a parità  di intensità  di agevolazione prevista dalla Carta degli Aiuti UE 2007-2013.
È stato, inoltre, eliminato l’obbligo per le imprese di presentare garanzie fideiussorie per ottenere l’erogazione dei contributi a fondo perduto in assenza di anticipazioni.

La misura agevolativa si conferma un positivo modello di intervento per rilanciare le aree produttive e per la rinascita del tessuto imprenditoriale locale, soprattutto in questa ultima fase di crisi economica, di stretta creditizia e di difficoltà  delle imprese nel sostenere concretamente i propri piani di sviluppo.

L’intervento agevolativo è destinato alle piccole, medie o grandi imprese, costituite nella forma di società  di capitali, economicamente e finanziariamente sane, che operano nei settori estrattivo e manifatturiero e nella fornitura di servizi.

In particolare, sono agevolabili i programmi di investimento promossi nei settori produttivi di cui alle seguenti sezioni Ateco 2007: estrazione di minerali; attività  manifatturiere; produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore, di cui alla classe 35.11.00 Produzione di energia elettrica, limitatamente agli impianti alimentati da fonti rinnovabili o assimilate.

Sono inoltre escluse dal regime di aiuto le imprese: in difficoltà  e/o in ristrutturazione finanziaria; destinatarie di un ordine di recupero pendente a seguito di una precedente decisione della Commissione che dichiara un aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.

Per quanto riguarda le spese, saranno agevolabili quelle riferite: progettazione, studi di fattibilità , oneri per le concessioni edilizie, collaudi di legge, prestazioni di terzi per l’ottenimento delle certificazioni di qualità  e ambientali; suolo aziendale, sue sistemazioni e indagini geognostiche; opere murarie ed assimilate; infrastrutture specifiche aziendali; macchinari, impianti ed attrezzature varie; programmi informatici; brevetti relativi a nuove tecnologie e processi di produzione, per un importo non superiore al 50% del programma ammissibile.

Le agevolazioni consistono in contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Il primo può arrivare ad un massimo del 25% dell’investimento ammissibile al Centro-Nord, mentre al Sud la percentuale sale al 40%. Oltre al contributo, potrà  essere concesso un mutuo decennale, ad un tasso agevolato pari al 36% di quello di riferimento per operazioni superiori a 18 mesi vigente al momento della stipulazione del contratto.

Per le imprese del Mezzogiorno è prevista la possibilità , in alternativa ai prefinanziamenti agevolati, di richiedere prestiti agevolati per i fabbisogni residui, di durata non superiore a 4 anni, ad un tasso pari al 36% del tasso di riferimento.