Il fumo fa male all’azienda?

di Paolo Orlando

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Il fumo fa male alla salute, è un dato di fatto. Ma cosa direste se affermassimo che fa male anche alle aziende? Per dimostrarlo, addentriamoci in un piccolo gioco di cifre, che può permetterci di ottenere dei dati utili a confermarlo.

Ipotizziamo che in un’azienda vi siano 10 dipendenti fumatori, e che ciascuno fumi in media 5 sigarette impiegando ogni volta 5 minuti. Per semplificare le cose, poniamo il costo orario di ogni dipendente pari a 10 euro, e pari a 20 euro la redditività  oraria di ciascuno di essi. I dipendenti lavorano mediamente 22 giorni al mese e, per il nostro calcolo, possiamo considerare 10 mesi lavorati all’anno. A questo punto, impostiamo le varie moltiplicazioni.

Ogni giorno, la singola persona, impiega 25 minuti del tempo passato in azienda per fumare. Al mese quindi i minuti diventano 550 (25 minuti x 22 giorni). In un anno i minuti diventano 5500 (550 x 10). Traducendo i minuti in ore otteniamo circa 92. Traduciamo ora questo dato in un costo, moltiplicando i 10 euro (costo orario) per le ore ottenute. Il calcolo da come risultato 920 euro. Il mancato guadagno invece è pari a 1840 euro.

Moltiplicando per il numero dei fumatori otteniamo un costo annuo di euro 9200 ed un mancato guadagno annuo di euro 18400. Cifre di un certo rilievo che forniscono in modo inequivocabile la risposta alla domanda se il fumo fa male anche all’azienda.

Ovviamente questa è una semplificazione della realtà , che ha solo lo scopo di mettere “la pulce nell’orecchio”. In ogni caso, però, è innegabile che il fumo costituisca un costo per l’azienda, almeno se le pause non vengono regolamentate ma lasciate libere.

Di fatto, alcuni anni fa uno studio dell’Associazione direttori delle risorse umane aveva lanciato l’allarme sigaretta in ufficio, calcolando un calo della produttività  fino al 10,5%.

In alcuni casi la pausa “cicca” potrebbe pure non essere così “poco salutare” nell’azienda, in quanto può essere il momento in cui si rilassa la mente, per prepararla al nuovo lavoro da fare.

A parte le semplificazioni, forse la vera riflessione è un’altra: non è tanto il costo della “pausa sigaretta” a poter lievitare, ma è quello per la salute.