Transizione 5.0: al tavolo MIMIT, il Governo ripristina i fondi

di Anna Fabi

1 Aprile 2026 17:33

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Al tavolo MIMIT del 1° aprile, il Governo annuncia il ripristino dei fondi per gli esodati del bonus Transizione 5.0 e rilancia con altri 200 milioni di risorse per finanzie gli investimenti già effettuati nel 2025.

Il governo riapre in tre giorni una partita che sembrava già chiusa. Al tavolo MIMIT del 1° aprile sulle code del credito d’imposta Transizione 5.0, dopo il taglio deciso nel decreto fiscale, è arrivata la correzione chiesta dalle imprese: restano i 1,3 miliardi previsti per le domande rimaste senza copertura e si aggiungono altri 200 milioni. La dote sale così a 1,5 miliardi e cambia di nuovo il quadro per le aziende rimaste in attesa.

Il tavolo MIMIT chiude lo strappo con le imprese

Il punto di partenza era il Decreto Fiscale entrato in vigore il 28 marzo, che per gli investimenti comunicati dopo l’esaurimento delle risorse aveva riconosciuto soltanto il 35% del credito prenotato, con una copertura ferma a 537 milioni e l’esclusione delle rinnovabili. Il confronto convocato dal MIMIT, d’intesa con MEF e ministro per il PNRR, è servito proprio a correggere quel passaggio.

Al termine dell’incontro, con Adolfo Urso, Tommaso Foti e Maurizio Leo al tavolo con le associazioni, il governo ha comunicato il ripristino della dotazione originaria e un aumento ulteriore delle risorse. Non si tratta di un dettaglio tecnico: è la presa d’atto che il taglio lineare aveva aperto uno scontro frontale con il sistema produttivo.

La dote per Transizione 5.0 torna a 1,5 miliardi

La correzione annunciata al MIMIT rimette quindi sul piatto i 1,3 miliardi già previsti e aggiunge 200 milioni. Confindustria ha letto questo esito come un ritorno dal 35% al 90% per gli investimenti del piano e fino al 100% per i pannelli fotovoltaici, segnale che il compromesso trovato punta a ricostruire la copertura che il decreto aveva drasticamente ridotto.

I beneficiari restano le imprese finite nel gruppo dei cosiddetti esodati di Transizione 5.0, cioè quelle che avevano continuato a presentare le comunicazioni dopo il blocco dei fondi, ottenendo l’ammissibilità tecnica ma non il riconoscimento pieno del credito. Per questa platea il tavolo di oggi cambia la prospettiva, anche se il testo che tradurrà l’intesa in regola applicabile deve ancora essere definito.

Le associazioni chiedono regole stabili

Le reazioni delle associazioni descrivono bene il clima con cui si è chiuso il confronto. Confindustria ha definito positiva la soluzione, Confagricoltura ha salutato il ripristino della dotazione chiedendo però anche un piano europeo anti-crisi, mentre Confimi Industria ha insistito sul punto più sensibile per le aziende: le regole sugli incentivi non possono essere cambiate mentre gli investimenti sono già partiti.

Dopo l’annuncio, si attende la norma

Nel pomeriggio Urso ha ribadito alla Camera che chi ha presentato domanda riceverà quanto dovuto. Politicamente il segnale è netto, ma per le imprese conta adesso la velocità con cui il governo trasformerà l’intesa del tavolo MIMIT in un intervento formale, così da superare il taglio previsto dal decreto e rimettere in fila tempi, aliquote e copertura effettiva del credito.