Assegno unico figli: simulazione importo e calcolo convenienza

di Redazione PMI.it

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Assegno Unico figli, vantaggi per il 90% delle famiglie ma penalità per nuclei bi-reddito con patrimonio sopra franchigia ISEE: simulazioni e calcoli Upb.

L’assegno unico per figli a carico in linea di massima è più conveniente delle attuali agevolazioni, detrazioni, prestazioni e assegni familiari, con un vantaggio proporzionale al numero dei figli, senza escludere dall’aumento dei benefici neppure i redditi medio-alti, se precedentemente esclusi da alcune misure di welfare, trattandosi di uno strumento universale. Le simulazioni sono contenute nel documento presentato in audizione alla Camera dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio sull’assegno unico.

=> Calcolo Assegno Unico

La misura, lo ricordiamo, introduce dal 2022 un Assegno Unico (AU) per ogni figlio nato, con una quantificazione che dipende dalla composizione del nucleo familiare e dall’ISEE, con una serie di maggiorazioni per figli con disabilità o particolari condizioni familiari.

Platea beneficiari Assegno Unico

In base ai calcoli UPB, riguarda quasi 7,3 milioni di nuclei familiari e 10,8 milioni di figli e apporta un beneficio medio per nucleo di poco più di 1.000 euro (quasi 700 per figlio). Il 92% dei nuclei familiari coinvolti risultano avvantaggiati o indifferenti rispetto al regime vigente, in relazione al carattere universale dell’AU e, soprattutto, all’impiego di risorse aggiuntive.

AU: a chi conviene di più

L’assegno unico è teoricamente più generoso delle attuali misure anche in corrispondenza di redditi familiari elevati: questo perché l’importo non si azzera oltre una certa soglia (come invece accade per le misure vigenti, come ad esempio gli ANF – Assegni al Nucleo Familiare). Il guadagno è invece più limitato per i maggiorenni, mentre è particolarmente rilevante per i figli minorenni con disabilità.

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Assegno Unico per redditi alti: le penalizzazioni

Nel passaggio, a parità di altre condizioni, da un nucleo monoreddito a uno bi-reddito, il nuovo regime diventa generalmente più favorevole per effetto della maggiorazione specifica, che però si applica soltanto fino ad una certa soglia: il vantaggio è dunque inferiore per livelli di reddito alti, in corrispondenza dei quali la maggiorazione si annulla.

La presenza di un patrimonio rilevante per l’ISEE (ossia superiore alle franchigie), pur a parità di reddito, penalizza il nucleo familiare più ricco ai fini dell’indicatore, determinando importi di AU più contenuti e quindi senza particolari vantaggi o svantaggi rispetto ad oggi. In pratica, maggiore è il patrimonio e più numerosi sono i casi in cui si manifesta una perdita.

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Assegno Unico: esempi di calcolo  per famiglia

L’analisi Upb fornisce dettagli sulla distribuzione dei nuclei familiari potenziali percettori di assegno unico rispetto a una serie di fattori: reddito familiare e ISEE, tipologia prevalente del reddito del capofamiglia, numerosità dei figli, area di residenza,  percettori o meno di una delle forme attuali di sostegno per i figli (detrazioni IRPEF e/o assegni familiari).

Esempi grafici



Analisi: vantaggi e criticità

Tra i diversi risultati della simulazione, vanno evidenziati l’elevata quota di famiglie avvantaggiate e il rilevante ammontare del beneficio tra quelle che oggi sono escluse da qualsiasi misura di sostegno, a conferma del carattere universale dell’AU. Inoltre, emerge un beneficio relativamente generoso a favore delle famiglie numerose (con più di tre figli). In senso opposto, si rileva la penalizzazione in termini relativi per i nuclei con entrambi i genitori che lavorano e patrimonio immobiliare al di sopra delle franchigie ISEE, anche a parità di reddito.

=> Assegno Unico: simulazione degli importi

Proposte migliorative

In base alle criticità rilevate, l’Upb avanza le seguenti proposte:

  • riduzione del peso del patrimonio immobiliare nella definizione dell’ISEE utile per l’AU;
  • prolungamento ed estensione oltre i 25mila euro di ISEE della clausola di salvaguardia;
  • ricorso alla fiscalità generale o estensione a tutte le categorie di reddito;
  • detrazioni per figli maggiori di 21 anni a carico.