I contribuenti in regime forfettario sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2025 entro il 31 ottobre 2026, utilizzando il Modello Redditi PF che contiene anche il Quadro LM dedicato alla determinazione del reddito imponibile e dell’imposta sostitutiva dovuta.
Sebbene il regime forfettario sia stato istituito per semplificare gli adempimenti fiscali delle Partite IVA, la compilazione del Quadro LM richiede una particolare attenzione: l’Agenzia delle Entrate, infatti, incrocia i dati del Sistema di Interscambio (SdI) con i flussi finanziari e la presentazione della dichiarazione senza prima aver verificato i dati espone non solo al rischio di sanzioni, ma anche alla possibile esclusione dal regime agevolato.
Prima di inviare i dati al Fisco, quindi, per i forfettari è fondamentale effettuare verifiche pratiche mirate che coinvolgano, le fatture emesse, e altri dati fiscali. Un valido aiuto per agevolare queste operazioni e mantenere ordinati tutti i documenti, compresi i report da condividere con il commercialista, è gestire l’attività attraverso un software di fatturazione online, come Fatture in Cloud.
Controlli indispensabili su fatture e incassi
Il regime fiscale forfettario si basa in modo rigoroso sul principio di cassa, vale a dire che i ricavi e i compensi concorrono alla formazione del reddito imponibile solo nel momento in cui vengono effettivamente incassati nel corso dell’anno solare, indipendentemente dalla data di emissione della fattura.
Ai fini della dichiarazione reddituale e del calcolo delle tasse, ad esempio, una fattura emessa a fine dicembre 2025 ma incassata a gennaio dell’anno dopo non deve comparire nel Quadro LM della dichiarazione 2026 relativa ai redditi 2025.
Verifiche Codici ATECO e coefficienti
Per le Partite IVA forfettarie il codice ATECO rappresenta un elemento fondamentale per calcolare l’imposta sostitutiva dovuta. A ciascun codice ATECO, infatti, viene attribuito un coefficiente di redditività specifico utilizzato per calcolare la base imponibile, impiegata successivamente per la determinazione dell’imposta del 15% o del 5%. Un errore comune, ad esempio, riguarda l’applicazione di una percentuale di tassazione sbagliata.
I controlli da fare prima della presentazione della dichiarazione, nello specifico, riguardano la verifica dei codici attività riportati nei righi da LM22 a LM27 del Modello Redditi PF 2026, in modo da garantire l’associazione del coefficiente di redditività corretto.
Contributi previdenziali: a cosa prestare attenzione
I contributi previdenziali versati all’INPS o alle casse professionali sono l’unica tipologia di spesa deducibile per i forfettari, inseriti nel rigo LM35 del Modello Redditi PF per abbattere la base imponibile.
È importante, anche in questo caso, che per la dichiarazione dei redditi 2026 si considerino non i contributi di competenza ma solo quelli effettivamente pagati nell’anno solare di riferimento, quindi il 2025.
Monitoraggio della soglia limite
Il limite principale per accedere al regime forfettario è dato dal fatturato netto, che non deve superare gli 85 mila euro annui. Tenere sotto controllo questa soglia è indispensabile per evitare la perdita delle agevolazioni e, di conseguenza, il cambio forzato del regime fiscale.
Anche in questo caso un valido supporto è dato dal software per regime forfettario Fatture in Cloud, che calcola in tempo reale il fatturato netto e invia notifiche ad hoc quando ci si avvicina o si supera il limite massimo, fornendo anche una stima delle tasse da versare.
Pianificazione e controllo con Fatture in Cloud
Rispondendo in modo efficace alle esigenze di fatturazione e gestione dei contribuenti forfettari, Fatture in Cloud consente di organizzare al meglio documenti, incassi, pagamenti e scadenze in un’unica piattaforma. Un vantaggio da non sottovalutare è il collegamento diretto con il commercialista, con il quale condividere fatture, report e documenti anche in vista della presentazione della dichiarazione dei redditi e della compilazione del Quadro LM.
Per i forfettari, quindi, affidarsi a Fatture in Cloud genera due benefici concreti: da un lato è possibile tenere l’attività in perfetto ordine durante tutto l’anno, dall’altro lato il commercialista può avere sempre a disposizione dati fiscali precisi e aggiornati, pronti per essere inseriti nel Modello Redditi PF.
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