SACE e Confapi hanno siglato un accordo di collaborazione per l’internazionalizzazione delle piccole e medie industrie italiane. L’intesa poggia su tre linee d’azione: un roadshow nazionale sui territori insieme a CDP e SIMEST, iniziative di business matching con buyer esteri selezionati e progetti mirati su cluster di imprese, distretti e filiere produttive. In sintesi:
- le iniziative coinvolgono le imprese associate a Confapi, oltre 116mila per 1,2 milioni di lavoratori;
- il portafoglio SACE comprende operazioni assicurate e investimenti garantiti per 290 miliardi in 200 mercati;
- il roadshow nazionale prevede nove tappe già realizzate e altre cinque in autunno;
- l’intesa si aggancia al Piano Strategico 2026-2028 da 150 miliardi di nuovi impegni.
Le tre linee dell’accordo tra SACE e Confapi
L’accordo si articola su tre direttrici distinte. La prima è la promozione territoriale, con eventi congiunti e il roadshow nazionale che Confapi realizza insieme a SACE, CDP e SIMEST per avvicinare le imprese agli strumenti assicurativo-finanziari dell’Export Credit Agency.
La seconda è il business matching, cioè l’incontro fra le imprese associate e buyer esteri selezionati in funzione delle esigenze di acquisto e dell’offerta produttiva delle aziende Confapi. La terza è il lavoro sui cluster produttivi: Confapi identifica distretti, filiere e relative aziende champion, SACE interviene con strumenti finanziari dedicati, advisory sulla gestione dei rischi di filiera e progetti pilota di internazionalizzazione rivolti a cluster settoriali, in coordinamento con le reti territoriali della confederazione.
Azioni per l’internazionalizzazione delle PMI
Nel febbraio 2024 SACE e Confapi avevano firmato un Protocollo centrato su formazione e transizione green e digitale, dentro il Piano Industriale Insieme2025. Il rinnovo 2026 sposta il baricentro dalla conoscenza degli strumenti alla generazione di opportunità commerciali e al presidio delle catene di fornitura.
| Ambito | Protocollo 2026 |
|---|---|
| Oggetto principale | Si passa da iniziative formative e informative sui prodotti SACE a iniziative commerciali di business matching con buyer esteri selezionati |
| Unità di intervento | Si passa dalla singola impresa associata al cluster, al distretto e alla filiera produttiva, con individuazione delle aziende champion |
| Priorità strategica | Si passa dalla transizione sostenibile e digitale alla gestione dei rischi di filiera e ai progetti pilota di internazionalizzazione settoriale |
| Piano di riferimento SACE | Si passa da Insieme2025, con l’obiettivo dichiarato di 65mila PMI servite, a SACE50 e ai suoi circa 150 miliardi di nuovi impegni per il triennio 2026-2028 |
| Rete territoriale | Si passa a un coordinamento esplicito tra gli export advisor SACE e le strutture territoriali Confapi, con il roadshow allargato a CDP e SIMEST |
Intese e obiettivi SACE
L’accordo con Confapi si colloca dentro SACE50, il Piano Strategico 2026-2028 presentato a giugno, che destina circa 150 miliardi di euro di nuovi impegni fra garanzie finanziarie e assicurative. Il criterio dichiarato di allocazione di quelle risorse è l’addizionalità, cioè la selezione di interventi che abilitano progetti altrimenti irrealizzabili, e il perno organizzativo è la logica di filiera: SACE ha annunciato di voler intercettare non soltanto i grandi esportatori, bensì l’intero ecosistema industriale, compreso l’export indiretto e l’ingresso delle aziende nelle filiere cross-border.
In questa cornice, un’associazione che rappresenta 116mila piccole e medie industrie private diventa lo strumento con cui l’Export Credit Agency raggiunge la parte di tessuto produttivo che i canali bancari tradizionali intercettano con più difficoltà. La firma di oggi, in altri termini, è la traduzione associativa di una scelta di piano già compiuta.
La stessa logica ha guidato l’intesa con Confimprese per il retail e i servizi, segno di una strategia di accordi di sistema replicata su più rappresentanze.
Strumenti per le imprese
Per le PMI industriali l’accordo apre l’accesso al catalogo SACE, che comprende garanzie finanziarie, coperture per la gestione e la protezione dei rischi, factoring, servizi di advisory e attività di business matching. Il punto di contatto sono gli export advisor distribuiti nei 23 uffici che SACE dichiara in Italia e nei mercati ad alto potenziale per il Made in Italy, ora affiancati dalle strutture territoriali Confapi. La novità per le aziende di subfornitura sta nell’advisory sui rischi di filiera, che sposta la valutazione dal singolo contratto di esportazione alla tenuta della catena di fornitura in cui l’impresa opera, comprese le forniture indirette che non compaiono nelle statistiche doganali dell’azienda.
Le strategie di internazionalizzazione delle PMI restano condizionate da un divario che le indagini di settore misurano da anni, con la larga maggioranza delle piccole imprese ancora su livelli bassi di propensione all’export e una forte concentrazione delle vendite su pochi mercati di sbocco.
Per quanto riguarda il roadshow nazionale promosso da Confapi con SACE, CDP e SIMEST, dopo le nove tappe territoriali già realizzate prima della firma, altre cinque sono in programma nell’autunno.