La tassa italiana da 2 euro sui pacchi extra-UE fino a 150 euro, rinviata al 1° ottobre 2026, rischia di essere archiviata prima del debutto: nelle FAQ su sul dazio doganale di 3 euro in vigore dal 1° luglio 2026, la Commissione Europea chiarisce che le tariffe nazionali devono cessare, al più tardi a novembre.
Bruxelles limita gli oneri nazionali sui piccoli pacchi
Il dazio doganale UE di 3 euro si applica per categoria di articolo alle spedizioni con valore fino a 150 euro acquistate online e spedite direttamente ai consumatori (B2C). La tariffa non deve essere pagata dal consumatore: il pagamento ricade su piattaforme, venditori, vettore o agente che dichiara le merci alle autorità doganali. Il costo può comunque riflettersi sul prezzo finale dell’acquisto online.
La Commissione europea consente agli Stati membri di introdurre tasse nazionali di gestione doganale solo se antecedenti alla soluzione comune a livello UE e solo se in coerenza con l’articolo 52 del Codice doganale dell’Unione, istituito dal Regolamento (UE) n. 952/2013. Diritti ed oneri possono essere imposti agli operatori economici solo in via eccezionale e solo se corrispondono a un servizio specifico effettivamente reso dall’amministrazione.
La stessa Commissione aggiunge che le tariffe nazionali di trattamento dovranno essere interrotte quando partiranno le tariffe dell’Unione, al più tardi nel novembre 2026.
Contributo italiano con le ore contate
Il contributo italiano da 2 euro sulle spedizioni extra-UE fino a 150 euro è previsto dall’art. 1, commi 126-128, della Legge n. 199/2025 e ha decorrenza rinviata al 1° ottobre 2026. Il nuovo calendario crea una sovrapposizione molto stretta: dal 1° luglio è già applicato il dazio doganale UE da 3 euro, mentre entro novembre dovrebbe arrivare la tassa di gestione dell’Unione. In questo quadro, il prelievo italiano rischia di durare poche settimane o di essere cancellato prima dell’avvio.
A quel punto le ipotesi percorribili per il Governo italiano sono tre: cancellazione prima della decorrenza, nuovo rinvio oppure riscrittura coordinata con la tassa di gestione dell’Unione. La cancellazione è oggi lo scenario più probabile.
Dazio UE vs. tassa di gestione
Il dazio UE da 3 euro e la tassa di gestione dell’Unione sono misure differenti: il primo riguarda le merci importate, la seconda serve a compensare i costi sostenuti dalle autorità doganali per controlli, verifiche documentali e analisi dei rischi. In pratica, la stessa finalità del contributo italiano.
| Misura | Regole |
|---|---|
| Dazio UE da 3 euro | in vigore dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028 – tariffa doganale sulle spedizioni extra-UE di valore complessivo fino a 150 euro |
| Contributo italiano da 2 euro | decorrente al 1° ottobre 2026 – contribuisce ai costi doganali su spedizioni extra-UE fino a 150 euro |
| Tassa di gestione dell’Unione | attesa entro novembre 2026 – copre i costi doganali sui pacchi del commercio elettronico |
Dichiarazioni doganali, nuovi dati da novembre
A chiudere il cerchio sono le novità da novembre 2026 per le imprese coinvolte nella vendita e nel trasporto: dovranno dichiarare gli identificatori di prodotto pertinenti nelle dichiarazioni doganali, con possibilità di farlo volontariamente già dal 1° luglio 2026.
I controlli doganali sui mini-pacchi extra-UE mirano a intercettare merci non conformi, sottovalutazioni e dichiarazioni irregolari nei flussi del commercio elettronico.