Retrofit a gas delle auto circolanti rifinanziato dal DPCM Automotive. La misura mette a disposizione 4 milioni di euro nel 2026 per chi converte un’auto a benzina o diesel, con un contributo fisso di 400 euro per gli impianti GPL e 800 euro per quelli a metano. La novità che riguarda le aziende è l’apertura del bonus ai veicoli intestati a persone giuridiche e ai mezzi M1 della classe Euro 3, finora esclusi.
In sintesi:
- il DPCM 10 giugno 2026, pubblicato sul sito MIMIT il 26 giugno, rifinanzia il retrofit a gas all’articolo 5;
- la dotazione è di 20 milioni di euro, ripartiti tra il 2026 e il 2030;
- il contributo è fisso, 400 euro per gli impianti GPL e 800 euro per quelli a metano;
- l’agevolazione copre i veicoli M1 in classe da Euro 3 ed è aperta a persone fisiche e giuridiche;
- le procedure ricalcano quelle degli incentivi Ecobonus-Retrofit 2024, con gestione affidata a Invitalia.
Incentivi retrofit a gas nel Decreto Automotive 2026
L’incentivo per la conversione a GPL e metano dei veicoli già circolanti è una delle sei linee del DPCM 10 giugno 2026, accanto ai contributi per i veicoli commerciali, alle colonnine domestiche e al noleggio sociale.
Il provvedimento modula le risorse del Fondo Automotive istituito dall’art. 22 del decreto legge n. 17 del 2022 per gli anni dal 2026 al 2030. La dotazione dell’articolo 5 ammonta a 20 milioni di euro, distribuiti in 4 milioni per il 2026, 5 milioni per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029 e 1 milione per il 2030.
Contributo da 400 e 800 euro con sconto in fattura
La misura vale per le installazioni effettuate fino al 31 marzo 2030. L’agevolazione è un contributo fisso di 400 euro per l’installazione di un impianto a GPL e di 800 euro per uno a metano su autoveicoli di categoria M1.
L’importo viene riconosciuto come sconto diretto in fattura: è l’installatore a corrisponderlo al cliente, compensandolo con il prezzo dell’impianto e dell’installazione, per poi farsi rimborsare dall’impresa costruttrice, che recupera la somma come credito d’imposta nell’esercizio in cui aggiorna la carta di circolazione.
Le modalità operative ricalcano quelle già applicate con il decreto direttoriale MIMIT del 3 giugno 2024 e la gestione resta affidata a Invitalia, con prenotazione sulla piattaforma dedicata.
Platea estesa ad imprese e veicoli Euro 3
La differenza con la versione precedente del bonus sta nei beneficiari e nei veicoli ammessi. L’Ecobonus-Retrofit regolato dal DPCM 20 maggio 2024 riconosceva il contributo alle sole persone fisiche, su veicoli M1 con classe ambientale non inferiore a Euro 4. L’articolo 5 del nuovo DPCM 10 giugno 2026 estende il contributo anche alle persone giuridiche con la sola esclusione di chi esercita il commercio di autoveicoli M1. Inoltre, abbassa la soglia ai veicoli omologati almeno Euro 3.
Per le imprese significa poter convertire a gas mezzi aziendali e veicoli commerciali leggeri di categoria M1, con il doppio vantaggio di abbattere i costi di rifornimento e di tenere in servizio veicoli altrimenti penalizzati nelle aree urbane a traffico limitato.
Un mercato in calo dell’82% dal 2012
Il rifinanziamento risponde a un comparto in forte contrazione. Secondo Assogasliquidi-Federchimica, l’associazione che rappresenta la filiera dei gas liquefatti, il mercato delle installazioni di impianti a gas su veicoli già circolanti è calato dell’82% tra il 2012 e il 2025. La misura punta a sostenere officine di trasformazione, distribuzione e componentistica nazionale del GPL e del metano e, allo stesso tempo, a offrire una via di risparmio a famiglie e imprese che non intendono sostituire il veicolo, riducendo emissioni di CO2 e particolato del parco auto esistente.