Dal 3 giugno 2026 difensori e contribuenti possono ricevere su App IO gli avvisi relativi alle comunicazioni del processo tributario telematico. La notifica segnala l’avvenuta consegna della PEC inviata dalla Corte di giustizia tributaria, che comunica il deposito del dispositivo, della sentenza o di un altro provvedimento. Il servizio riguarda chi ha indicato quella PEC nel ricorso e ha attivato i messaggi sull’app.
In sintesi, il servizio aggiunge nuovi avvisi e alcuni punti da verificare subito:
- dal 3 giugno 2026 App IO segnala anche la comunicazione del dispositivo e il deposito della sentenza o di altro provvedimento, oltre all’avviso di trattazione già attivo dal 3 dicembre 2025;
- gli avvisi riguardano i difensori e i contribuenti collegati alla PEC indicata nel ricorso, registrati su App IO e con i messaggi attivi;
- il messaggio sullo smartphone segnala la consegna della PEC, mentre il testo della comunicazione si consulta nella casella di posta certificata, unico canale con valore legale ai sensi dell’art. 16-bis del D.Lgs. n. 546/1992;
- il Dipartimento della Giustizia Tributaria ha contato 168.420 messaggi inviati tramite App IO per il solo avviso di trattazione, su dati aggiornati al 26 maggio 2026.
- Processo tributario telematico, gli avvisi su App IO
- Quali avvisi arrivano sullo smartphone
- PEC, messaggio su App IO e testo della comunicazione
- Chi può ricevere gli avvisi delle Corti tributarie
- Avvisi su App IO per i contribuenti che si difendono da soli
- Avvisi su App IO per i contribuenti che si difendono da soli
- Come attivare gli avvisi su App IO
- Numeri del servizio e diffusione tra i difensori
- Domande frequenti sugli avvisi del processo tributario su App IO
Processo tributario telematico, gli avvisi su App IO
Il servizio «Avvisi comunicazioni delle Corti di giustizia tributaria» aggiunge App IO al sistema di comunicazioni del PTT: la PEC conserva il valore della comunicazione processuale, mentre l’app fornisce un avviso immediato sul dispositivo mobile. L’integrazione è stata sviluppata dal Dipartimento della Giustizia Tributaria con Sogei e segue il primo rilascio del 3 dicembre 2025, dedicato agli avvisi di trattazione in udienza.
La novità amplia l’uso della piattaforma pubblica, già collegata anche ai pagamenti pagoPA su App IO, e interessa una platea professionale di avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e altri difensori abilitati nei giudizi tributari. Gli avvisi sono agganciati alle PEC che le segreterie delle Corti inviano tramite il SIGIT, il sistema informativo della giustizia tributaria.
Quali avvisi arrivano sullo smartphone
Gli avvisi disponibili su App IO diventano tre: uno già attivo dal 2025 e due aggiunti dal 3 giugno 2026 per le comunicazioni processuali inviate via PEC dalle Corti tributarie.
| Avviso | Decorrenza | Contenuto mostrato su App IO |
|---|---|---|
| Avviso di trattazione in udienza | 3 dicembre 2025 | Consegna della PEC con l’avviso di trattazione trasmesso dalla segreteria della Corte tributaria |
| Comunicazione del dispositivo | 3 giugno 2026 | Consegna della PEC con la comunicazione del dispositivo deliberato dall’organo giudicante |
| Deposito della sentenza o di altro provvedimento | 3 giugno 2026 | Consegna della PEC con la comunicazione del deposito del provvedimento giurisdizionale |
Le decorrenze ricalcano i termini del processo tributario come ridisegnati dalla riforma del contenzioso tributario (D.Lgs. n. 220/2023): il dispositivo viene letto in udienza oppure, in caso di riserva, comunicato ai difensori entro il termine perentorio di sette giorni (art. 35 del D.Lgs. n. 546/1992), mentre la sentenza è depositata in segreteria entro trenta giorni dalla deliberazione (art. 37 del D.Lgs. n. 546/1992). L’avviso su App IO interviene nel momento in cui la relativa PEC viene consegnata.
PEC, messaggio su App IO e testo della comunicazione
Il messaggio su App IO dà evidenza dell’avvenuta consegna della PEC e riporta solo i riferimenti essenziali: data e ora di invio, Corte di giustizia tributaria competente, PEC del destinatario, numero di registro generale e sezione.
A differenza di SEND, il canale di App IO che recapita le notifiche con valore legale della Pubblica Amministrazione, l’avviso del processo tributario ha natura solo informativa e segnala la consegna della PEC. Per leggere il contenuto della comunicazione processuale occorre aprire la casella PEC indicata nel ricorso, che ai sensi dell’art. 16-bis del D.Lgs. n. 546/1992 conserva il valore legale della comunicazione e riduce il rischio di non accorgersi di un evento processuale già recapitato.
Chi può ricevere gli avvisi delle Corti tributarie
Gli avvisi delle Corti di giustizia tributaria sono rivolti ai difensori e ai contribuenti associati alla casella PEC indicata nel ricorso, a condizione che siano registrati su App IO e abbiano acconsentito alla ricezione dei messaggi.
Per i professionisti che seguono contenziosi fiscali la verifica pratica riguarda soprattutto l’allineamento tra la PEC del ricorso, la registrazione su App IO e l’attivazione del servizio nell’app. La notifica ha valore informativo e affianca il canale PEC, che rimane il riferimento per il testo della comunicazione.
Avvisi su App IO per i contribuenti che si difendono da soli
Anche il contribuente non assistito da un difensore può ricevere gli avvisi su App IO, a condizione di avere indicato la propria PEC nel ricorso e di averla collegata all’app. È l’ipotesi delle liti di valore non superiore a 3.000 euro, in cui l’art. 12, comma 2, del D.Lgs. n. 546/1992 consente di stare in giudizio personalmente, senza l’assistenza tecnica di un professionista.
Per chi agisce in proprio l’avviso ha un vantaggio maggiore: senza un difensore che controlla quotidianamente la posta certificata, il rischio di non accorgersi in tempo di una comunicazione già consegnata via PEC diventa più alto. La notifica sullo smartphone segnala l’arrivo del dispositivo o della sentenza. Il valore della lite — per capire se rientra nella soglia — si calcola sul solo tributo contestato, al netto di interessi e sanzioni.
Avvisi su App IO per i contribuenti che si difendono da soli
Anche il contribuente non assistito da un difensore può ricevere gli avvisi su App IO, a condizione di avere indicato la propria PEC nel ricorso e di averla collegata all’app. È l’ipotesi delle liti di valore non superiore a 3.000 euro, in cui l’art. 12, comma 2, del D.Lgs. n. 546/1992 consente di stare in giudizio personalmente nel contenzioso tributario riformato, senza l’assistenza tecnica di un professionista.
Per chi agisce in proprio l’avviso ha un vantaggio pratico: senza un difensore che controlla quotidianamente la posta certificata, il rischio di non accorgersi in tempo di una comunicazione già consegnata via PEC diventa più alto. La notifica sullo smartphone segnala l’arrivo del dispositivo o della sentenza, mentre il valore della lite — utile a capire se rientra nella soglia — si calcola sul solo tributo contestato, al netto di interessi e sanzioni.
Come attivare gli avvisi su App IO
L’attivazione degli avvisi del processo tributario telematico si completa direttamente su App IO, con la configurazione rapida oppure dalla scheda del servizio del Dipartimento della Giustizia Tributaria.
Le due modalità indicate dal Dipartimento sono:
- la configurazione rapida alla prima installazione dell’app abilita il servizio insieme agli altri messaggi disponibili;
- la scheda del servizio consente di attivare l’opzione «Contattarti in app» nella sezione «Questo servizio può».
Numeri del servizio e diffusione tra i difensori
I dati del Dipartimento della Giustizia Tributaria, aggiornati al 26 maggio 2026, mostrano una base d’uso già ampia sul primo avviso disponibile: 253.195 avvisi di trattazione inviati via PEC ai difensori, 168.420 messaggi trasmessi tramite App IO e 25.427 difensori raggiunti almeno una volta dall’app.
Nel periodo dicembre 2025-maggio 2026 la media mensile è di 42.200 avvisi di trattazione via PEC, 28.100 messaggi su App IO e 9.500 difensori raggiunti. L’estensione agli avvisi su dispositivo e sentenza accresce l’utilità del servizio per chi segue più ricorsi tributari in parallelo.
Domande frequenti sugli avvisi del processo tributario su App IO
L’avviso ricevuto su App IO ha valore legale?
No. L’avviso su App IO segnala soltanto che una PEC è stata consegnata. Il valore legale appartiene alla PEC inviata dalla segreteria della Corte ai sensi dell’art. 16-bis del D.Lgs. n. 546/1992, che va consultata per il testo integrale della comunicazione.
Quali comunicazioni vengono segnalate dal 3 giugno 2026?
Dal 3 giugno 2026 App IO segnala la comunicazione del dispositivo e il deposito della sentenza o di altro provvedimento giurisdizionale, che si aggiungono all’avviso di trattazione in udienza attivo dal 3 dicembre 2025.
Cosa fare se l’avviso non arriva sullo smartphone?
Occorre verificare che la PEC registrata su App IO coincida con quella indicata nel ricorso e che il servizio «Avvisi comunicazioni delle Corti di giustizia tributaria» abbia attiva l’opzione di contatto in app. In ogni caso la comunicazione arriva comunque nella casella PEC, anche senza l’avviso.