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Edilizia e metalmeccanica: industria italiana tra ripresa fragile e costi della guerra

di Redazione PMI.it

9 Giugno 2026 10:01

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A maggio, l'indice S&P Global delle costruzioni risale a 49,4 e la metalmeccanica recupera nel trimestre, con i costi della guerra in Medio Oriente ancora elevati.

L’industria italiana delle costruzioni e della metalmeccanica ha archiviato i primi mesi del 2026 con segnali di stabilizzazione, in un quadro ancora fragile. A maggio, l’indice S&P Global PMI delle costruzioni risale a 49,4 dai 44,8 di aprile, mentre la produzione metalmeccanica nel primo trimestre cresce dello 0,8% su precedente e del 2,6% sull’anno, secondo l’indagine congiunturale di Federmeccanica. Su entrambi i comparti incidono i rincari di energia e logistica legati alla guerra in Medio Oriente, i cui effetti a maggio si sono però attenuati rispetto ai mesi precedenti.

Indice PMI costruzioni a maggio 2026

Il PMI costruzioni di S&P Global Market Intelligence sale a 49,4 a maggio, dopo il 44,8 di aprile, il valore più basso da oltre tre anni e mezzo. L’indice è ancora sotto la soglia di 50 che divide espansione e contrazione, con una flessione di attività e nuovi ordini più lieve rispetto ai mesi precedenti.

La debolezza si concentra nell’edilizia residenziale e commerciale, in calo con riduzioni assai più morbide rispetto ad aprile, mentre l’ingegneria civile torna a crescere e diventa il comparto migliore del mese dopo esserne stato il peggiore.

Sul fronte del lavoro, le imprese edili hanno aumentato gli organici per il ventunesimo mese consecutivo, con assunzioni ai massimi da gennaio. Le aspettative a dodici mesi tornano positive per la prima volta dopo due mesi di pessimismo, sostenute dall’attesa di nuovi contratti nel breve periodo. Secondo S&P Global la frenata del settore ha perso slancio, pur con costi di input ancora alti.

Produzione metalmeccanica in recupero

L’indagine congiunturale di Federmeccanica, giunta alla 178ª edizione, fotografa una produzione metalmeccanica in recupero dello 0,8% sul trimestre precedente e del 2,6% sul primo trimestre 2025, con risultati positivi diffusi in quasi tutti i comparti. Il traino arriva dalla filiera dell’auto, in crescita del 13,6% tendenziale dopo il crollo di oltre il 20% registrato un anno prima.

L’andamento per comparto produttivo nel primo trimestre 2026 è il seguente:

  • autoveicoli e rimorchi, in aumento del 13,6% tendenziale e primo motore del recupero;
  • computer, apparecchi elettronici e ottici, in crescita del 5,8%;
  • metallurgia, in progresso del 3,4%;
  • macchine e apparecchi meccanici, a +2,8%;
  • apparecchiature elettriche, in lieve rialzo dello 0,8%;
  • prodotti in metallo, unico comparto in flessione, a -2,4%.

Il recupero italiano va in controtendenza rispetto all’Unione Europea, dove la produzione metalmeccanica cala in media dell’1% sul trimestre precedente: la Francia cresce dello 0,5%, mentre la Germania arretra del 2,6% e la Spagna dell’1,7%.

Export, avanzo commerciale in calo

Le vendite all’estero del settore crescono del 4,8% su base annua, trainate dai mercati extracomunitari (+8,6%) grazie soprattutto alla Svizzera. L’area UE rallenta a +1,5%, frenata dalle flessioni di Germania e Spagna, mentre l’import accelera più dell’export (+8,4%) e riduce l’avanzo commerciale a circa 10 miliardi di euro, meno dell’anno precedente.

La dinamica dell’export metalmeccanico per destinazione è molto differenziata, come mostra la tabella seguente:

Mercato di destinazione Variazione export tendenziale
Mercati extra-UE +8,6%
Area UE +1,5%
Stati Uniti -1,1%
Germania -5,6%
Spagna -6,0%
Cina -9,5%
India -15,3%

Ordini in calo, tensione sulla liquidità

Il quadro finanziario delle imprese è l’aspetto più delicato dell’indagine. Il portafoglio ordini diminuisce per il 26% delle aziende e aumenta per il 32%, mentre il 12% giudica cattiva o pessima la propria liquidità, in aumento rispetto al 9% della rilevazione precedente. Una quota ampia del settore è in difficoltà strutturale: il 30% delle imprese ha attivato procedure per crisi o ristrutturazione e, di queste, il 14% ha già fatto ricorso agli ammortizzatori sociali. L’occupazione si mantiene stabile nel 72% dei casi, segnale di tenuta in un contesto di forte incertezza.

La guerra e i costi di energia e logistica

Il fattore esterno che accomuna i due settori è il conflitto in Medio Oriente. Per il 59% delle imprese metalmeccaniche l’impatto è rilevante e, fra queste, il 43% teme conseguenze di lunga durata. I costi che preoccupano di più sono quelli energetici (27%) e le spese per trasporti e logistica (26%), aggravate dal caro carburanti che ha colpito l’autotrasporto.

Per fronteggiare i rincari, il 31% delle aziende ha avviato rinegoziazioni contrattuali con clienti e fornitori e il 26% sta diversificando i fornitori. L’incertezza è altissima: il 44% dichiara di non riuscire a formulare previsioni attendibili per i mesi successivi e il 26% si attende un ulteriore peggioramento.

Nelle costruzioni l’effetto del conflitto è andato invece attenuandosi: a maggio l’allungamento dei tempi di consegna e le pressioni sui prezzi legate alla guerra sono diminuiti rispetto ad aprile, pur con costi di input ai massimi degli ultimi anni. Le previsioni a dodici mesi delle imprese edili tornano positive, mentre nella metalmeccanica la fiducia sul portafoglio ordini esteri si mantiene prudente.