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Conti deposito, i rendimenti tornano a salire: offerte fino al 4% sui vincoli brevi

di Anna Fabi

27 Maggio 2026 16:29

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I conti deposito tornano competitivi a maggio 2026 con offerte fino al 4% lordo: BCE attesa al rialzo a giugno, banche già si muovono. Rendimenti netti e confronti.

I rendimenti dei conti deposito tornano a salire. Le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della BCE a giugno — il primo da quasi due anni, spinto dall’inflazione energetica seguita alla crisi del Golfo — hanno convinto alcune banche ad alzare preventivamente le offerte per raccogliere nuova liquidità prima che il mercato cambi. A maggio 2026 le promozioni più aggressive per i nuovi clienti arrivano fino al 4% lordo sui vincoli brevi: chi ha liquidità ferma su un conto corrente a zero interessi trova margini di guadagno che non si vedevano da qualche mese.

Le migliori offerte di maggio 2026, fino al 4%

Il motore del rimbalzo è doppio. Da un lato, il consensus di Bloomberg datato 11 maggio ha ridisegnato le aspettative sui tassi BCE: due rialzi nel 2026, a giugno e a settembre, spinti dall’inflazione alimentata dalla crisi energetica seguita alla guerra nel Golfo. Dall’altro, la competizione tra banche per la raccolta di nuova liquidità ha prodotto promozioni aggressive destinate quasi sempre ai nuovi clienti e con durata limitata.

Tra i conti liberi, segnaliamo ING Conto Arancio che propone il 4% lordo per 12 mesi su un massimo di 50.000 euro: l’offerta è riservata ai nuovi clienti che aprono entro il 30 giugno 2026 e richiede l’accredito dello stipendio o della pensione, oppure un bonifico mensile di almeno 1.000 euro — condizione che decade se saltata anche un solo mese. BBVA si posiziona al 3% lordo senza vincoli e senza obbligo di accreditare lo stipendio, con offerta valida anch’essa fino al 30 giugno per i nuovi clienti e senza tetto massimo sull’importo.

Sui vincolati a 12 mesi, Cherry Bank arriva al 3,25% lordo, con un guadagno netto di circa 220 euro su un deposito di 10.000 euro. Le durate più lunghe — 24 e 36 mesi — si attestano generalmente tra il 3% e il 3,5% lordo per gli istituti più competitivi: alcune banche challenger stanno proponendo condizioni vantaggiose su scadenze a 48-60 mesi nel tentativo di assicurarsi raccolta prima dei previsti rialzi.

Dal lordo al netto, quanto rimane dopo tasse e bollo

Il tasso pubblicizzato è sempre lordo: prima di confrontare le offerte occorre tenere conto della tassazione al 26% sugli interessi maturati e dell’imposta di bollo dello 0,20% annua sul saldo medio, che nella quasi totalità dei casi rimane a carico del risparmiatore. Su un deposito di 10.000 euro al tasso promozionale del 4% lordo per 12 mesi, il calcolo è: 400 euro di interessi lordi, meno 104 euro di ritenuta fiscale e meno 20 euro di bollo, per un guadagno netto di circa 276 euro — pari a un rendimento effettivo del 2,76%.

Il confronto con i titoli di Stato rimane comunque penalizzante per i conti deposito: a parità di tasso lordo al 3%, un BTP a 12 mesi porta circa 262 euro netti su 10.000 euro contro i 202 del conto deposito, grazie all’aliquota agevolata al 12,5%. Solo le offerte promozionali che superano il 3,75-4% lordo riescono a colmare il divario fiscale. Chi decide di puntare sui conti deposito in questa fase deve verificare la data di scadenza delle promozioni — spesso fissata tra maggio e giugno 2026 —, le condizioni operative richieste e i tempi di svincolo anticipato in caso di necessità.