Il Made in Italy artigianale entra nella nuova tutela europea delle indicazioni geografiche non agricole con quattro nomi simbolo: vetro di Murano, merletto di Burano, cammeo e corallo di Torre del Greco. Sono le prime domande italiane pubblicate nel Bollettino nazionale delle IGP per prodotti artigianali e industriali, l’avvio formale di un percorso che può portare alla registrazione europea e a una protezione più forte contro imitazioni, evocazioni e usi commerciali indebiti.
- Prime quattro domande IGP non agricole in Italia
- La tutela UE per artigianato e industria
- Opposizioni entro due mesi dalla pubblicazione
- Esame EUIPO dopo la fase nazionale
- Contro imitazioni, evocazioni e falsi online
- Italia prima per denominazioni potenzialmente tutelabili
- Disciplinare e prove per le nuove domande
- Una nuova leva per i distretti artigianali
Prime quattro domande IGP non agricole in Italia
Le prime pubblicazioni riguardano quattro produzioni storiche legate a territori con una reputazione internazionale: il vetro di Murano, il merletto di Burano, il cammeo di Torre del Greco e il corallo di Torre del Greco.
La pubblicazione nel bollettino nazionale non coincide ancora con la registrazione europea definitiva. È però la fase che rende visibile la domanda e apre il termine per eventuali opposizioni, prima del successivo esame a livello UE.
| Produzione | Territorio | Filiera coinvolta |
|---|---|---|
| vetro di Murano | Murano, Venezia | vetro artistico e manifattura vetraria |
| merletto di Burano | Burano, Venezia | tessile, pizzi e lavorazioni tradizionali |
| cammeo di Torre del Greco | Torre del Greco, Napoli | incisione artistica e gioielleria |
| corallo di Torre del Greco | Torre del Greco, Napoli | lavorazione del corallo e oreficeria |
La tutela UE per artigianato e industria
Le nuove domande si inseriscono nella disciplina delle IGP per prodotti artigianali e industriali, attiva in Italia dal 7 maggio 2026 dopo l’adeguamento al Regolamento UE 2023/2411. Il sistema estende ai prodotti non alimentari una protezione simile a quella già prevista per le eccellenze agroalimentari.
La tutela può riguardare produzioni come vetro, tessuti, gioielli, porcellane, cuoio, pietre naturali, pizzi, posateria e strumenti musicali, quando qualità, reputazione o altra caratteristica del prodotto dipendono dal legame con un’area geografica determinata.
Opposizioni entro due mesi dalla pubblicazione
Dopo la pubblicazione nel Bollettino nazionale UIBM, i soggetti legittimati hanno due mesi per presentare opposizione alla registrazione. La fase nazionale serve a verificare la domanda, il disciplinare, il documento unico e gli eventuali conflitti con diritti anteriori o interessi già tutelati.
Per le imprese delle filiere interessate, questa fase è delicata perché mette alla prova la tenuta del nome geografico, la coerenza del disciplinare e il rapporto tra territorio, produzione e reputazione commerciale.
Esame EUIPO dopo la fase nazionale
Se la fase nazionale si chiude con esito favorevole, la domanda viene trasmessa all’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, che cura l’esame finale e la registrazione nel sistema europeo.
La procedura italiana è affidata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso la Direzione generale per la Proprietà industriale e l’Ufficio italiano brevetti e marchi. Il percorso collega quindi associazioni di produttori, Regioni, MIMIT ed EUIPO.
Contro imitazioni, evocazioni e falsi online
La nuova IGP consente di proteggere il nome geografico sul mercato europeo, anche contro imitazioni, evocazioni, usi ingannevoli e sfruttamento della reputazione del prodotto. La tutela riguarda vendita fisica, documenti commerciali, pubblicità, confezioni e commercio elettronico.
Per produzioni esposte da anni alla concorrenza di articoli imitativi, la registrazione può diventare uno strumento di difesa del valore artigianale e della filiera locale. La protezione non riguarda solo il nome, ma anche il rispetto del disciplinare e delle caratteristiche dichiarate nella domanda.
Italia prima per denominazioni potenzialmente tutelabili
Secondo il richiamo del MIMIT allo studio EUIPO, l’Italia è il primo Paese europeo per produzioni artigianali e industriali potenzialmente tutelabili, con 92 denominazioni censite. Il dato conferma la forza dei distretti manifatturieri territoriali, soprattutto nei comparti dove storia produttiva, reputazione e mercato internazionale si sovrappongono.
Il nuovo meccanismo può rafforzare la protezione dei nomi più esposti alla copia e sostenere la riconoscibilità commerciale delle filiere locali. Per questo le prime domande su Murano, Burano e Torre del Greco hanno un valore che supera le singole produzioni e apre la strada ad altri distretti del Made in Italy.
Disciplinare e prove per le nuove domande
Per ottenere una IGP non agricola, la domanda deve essere presentata di norma da un’associazione di produttori e deve contenere il disciplinare di produzione, il documento unico e la documentazione di accompagnamento. Nel fascicolo devono emergere caratteristiche del prodotto, zona geografica, metodo produttivo, reputazione e legame con il territorio.
Il lavoro preparatorio richiede prove storiche, tecniche e commerciali. Negli anni scorsi il MIMIT aveva già attivato contributi per aiutare le associazioni nella valorizzazione dei prodotti tipici artigianali e industriali attraverso il bando prodotti IGP, destinato anche alle spese di consulenza per la redazione dei disciplinari.
Una nuova leva per i distretti artigianali
Le prime pubblicazioni non chiudono l’iter, ma segnano l’ingresso delle produzioni artigianali italiane nel sistema europeo delle indicazioni geografiche. Per i distretti coinvolti significa costruire una tutela collettiva, fondata su regole produttive condivise, controlli e riconoscibilità commerciale.
Il prossimo banco di prova sarà la fase delle opposizioni e, poi, l’esame europeo. Se il percorso si concluderà con la registrazione, vetro di Murano, merletto di Burano, cammeo e corallo di Torre del Greco diventeranno i primi casi italiani di tutela IGP non agricola pienamente riconosciuta a livello UE.