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IMU precompilata e F24 su app IO: sperimentazione in 2000 Comuni

di Redazione PMI.it

23 Marzo 2026 10:56

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IMU precompilata su portale digitale e F24 pagabile via app IO con PagoPA: decreto interministeriale atteso dopo Pasqua, sperimentazione in 2000 Comuni.

L’IMU precompilata e il pagamento del modello F24 tramite la app IO si avvicinano al debutto. Mef, Agenzia delle Entrate, Dipartimento delle Finanze, Ragioneria generale dello Stato, Sogei e PagoPA stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli tecnici, dopo i quali potrà vedere la luce il decreto interministeriale (MEF–Interno–Innovazione tecnologica) che sblocca entrambe le misure. Secondo anticipazioni di stampa, la pubblicazione potrebbe avvenire già dopo Pasqua 2026.

Dalla legge 160/2019 al decreto atteso dopo Pasqua

Il progetto non nasce dal nulla: l’IMU è l’imposta sugli immobili versata ai Comuni, con acconto entro il 16 giugno e saldo entro il 16 dicembre. La legge di Bilancio 2020 (art. 1, comma 765, legge n. 160/2019) aveva già incluso la piattaforma PagoPA tra le modalità di versamento dell’imposta municipale. Quella previsione normativa, però, è rimasta inattuata per anni in attesa del decreto tecnico che ne rendesse possibile l’operatività. Da agosto 2025 il tavolo interistituzionale ha ripreso con più decisione, su impulso del sottosegretario MEF con delega agli enti locali, Sandra Savino, e con il coinvolgimento del ministro Giancarlo Giorgetti. Il decreto, a firma congiunta dei ministeri dell’Economia, dell’Interno e dell’Innovazione tecnologica, è ora atteso dopo Pasqua 2026.

Precompilata IMU, dal portale allo smartphone

A regime, il sistema trasforma radicalmente l’adempimento per il contribuente. Oggi chi possiede un immobile soggetto a IMU deve calcolare autonomamente l’imposta, verificare le delibere comunali sulle aliquote, compilare e versare il modello F24. Con la precompilata, il documento con l’importo già calcolato sarà reso disponibile direttamente su un portale istituzionale.

Il contribuente riceverà un alert digitale che segnala l’avvenuta elaborazione. Potrà scaricare il documento e procedere al pagamento tramite app IO, che instrada l’operazione sulla piattaforma PagoPA. Il modello è già sperimentato in alcune città del Nord: Trento e Trieste inviano da tempo avvisi IMU precompilati ai propri contribuenti, e quell’esperienza ha orientato le scelte del MEF.

I motivi del ritardo attuativo

Il ritardo nell’adozione del decreto è tecnico. Il problema è la tempestività dei flussi contabili: oggi l’F24 garantisce in tempo reale ai Comuni la certezza dei versamenti di competenza, distinguendo quota comunale e quota statale. PagoPA deve essere in grado di replicare questa precisione senza intoppi, prima che il sistema possa essere esteso. MEF, Sogei e Agenzia delle Entrate stanno lavorando alle specifiche tecniche che consentano questo allineamento.

L’ispirazione al modello viene dall’esperienza della TARI del Comune di Roma: portare i contribuenti sulla piattaforma digitale ha ridotto l’evasione dell’imposta sui rifiuti e abbassato le tariffe per tutti. Per l’IMU il potenziale è ancora più ampio: il tax gap dei tributi locali supera i 25 miliardi di euro, di cui circa 6 miliardi stimati recuperabili.

F24 su PagoPA per IMU e tutti i tributi

Il decreto interministeriale sull’IMU precompilata si intreccia con un secondo provvedimento, parallelo e altrettanto rilevante. Il Dlgs 1/2024 (decreto sulla semplificazione degli adempimenti tributari, attuativo della delega fiscale) ha introdotto agli articoli 17 e 18 gli strumenti per digitalizzare i pagamenti tramite F24: il pagamento differito con addebito a scadenza e la possibilità di versare tramite PagoPA. L’Agenzia delle Entrate sta lavorando al provvedimento attuativo che darà concretezza a queste norme. Se i tempi saranno rispettati, nel 2026 potrebbe transitare verso PagoPA non solo l’IMU, ma l’intero sistema dei versamenti F24 — IVA, IRPEF, contributi previdenziali, tributi locali. Tutto pagabile dall’app IO, direttamente dal proprio smartphone.

Sperimentazione in 2000 Comuni dal saldo IMU 2026

La pubblicazione del decreto non produrrà un effetto immediato per tutti i contribuenti. L’avvio sarà graduale: la sperimentazione coinvolgerà circa 2.000 Comuni, selezionati per essere rappresentativi dell’intero territorio nazionale e delle diverse fasce demografiche. Il campione è stato costruito privilegiando le amministrazioni che hanno adottato scelte omogenee su aliquote ed esenzioni, riducendo così la complessità tecnica del rodaggio iniziale. Per questi Comuni sperimentatori, l’obiettivo è rendere operativa la precompilata già a partire dal saldo IMU di dicembre 2026. Per tutti gli altri Comuni, l’estensione a regime è prevista nel 2027. Nel frattempo, chi non rientra nella sperimentazione continuerà a pagare l’IMU con il modello F24 nelle modalità attuali.