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Nuovi controlli dell’Agenzia delle Entrate su conti correnti: scattano le presunzioni fiscali

di Teresa Barone

17 Febbraio 2026 09:01

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Tutte le regole 2026 per i controlli fiscali sui conti correnti: limiti per prelievi e versamenti, differenze tra IVA e IRPEF e onere della prova.

Nuovi controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate sui conti correnti bancari mirano a individuare redditi non dichiarati attraverso l’analisi di movimenti non giustificati, sui quali operano specifiche presunzioni legali.

La presunzione fiscale attribuisce ai movimenti bancari la natura di compensi o ricavi, spostando sul contribuente la responsabilità di fornire una prova contraria documentata.

Presunzione e inversione dell’onere della prova

Si tratta di una vera e propria inversione dell’onere della prova: l’Amministrazione finanziaria è autorizzata a considerare “reddito” qualsiasi accredito sul conto, a meno che l’interessato non dimostri che tale somma è già stata tassata alla fonte o è legalmente esclusa dall’imposizione. Per giustificare un bonifico o un versamento di contanti, occorre presentare prove documentali aventi data certa, capaci di ricondurre l’operazione a prestiti, donazioni, rimborsi spese o vendite tra privati.

La giurisprudenza della Cassazione ha ribadito comunque che la presunzione non è assoluta e che richiede una giustificazione analitica per ogni singola operazione contestata. Documentare l’origine dei fondi è l’unica via per evitare l’applicazione di tasse aggiuntive e sanzioni proporzionali ai movimenti rilevati.

Indagini bancarie differenti per IVA e imposte sui redditi

La presunzione derivante dalle indagini bancarie non opera in modo uniforme su tutte le imposte. La distinzione tra versamenti (entrate) e prelievi (uscite) è determinante per definire il perimetro del controllo fiscale.

  • Imposte sui redditi (IRPEF, IRES) e IRAP: per gli imprenditori, la presunzione coinvolge sia i versamenti che i prelievi, ma solo se questi ultimi superano la soglia di 1.000 euro giornalieri o 5.000 euro mensili. Per i lavoratori autonomi e i privati, i prelievi sono generalmente esclusi dalla presunzione di reddito, salvo casi specifici;
  • IVA: in ambito di imposta sul valore aggiunto, vengono esaminati esclusivamente i versamenti. La Cassazione ha chiarito che i prelievi non possono essere presunti come corrispettivi di operazioni imponibili, poiché l’uscita di denaro non implica necessariamente una precedente vendita non dichiarata.

Tutele di legge grazie alla tracciabilità

La tracciabilità totale di ogni operazione che esula dalla gestione ordinaria (come la restituzione di un prestito tra familiari) permette di neutralizzare la presunzione legale in fase di contraddittorio interno al procedimento.

Le verifiche si estendono spesso a tutti i rapporti finanziari intestati o riconducibili al contribuente, inclusi libretti di risparmio, carte prepagate e conti cointestati. Nel 2026, l’incrocio dei dati tra l’Anagrafe dei rapporti finanziari e le dichiarazioni dei redditi avviene in tempo reale, rendendo la coerenza dei flussi monetari con lo stile di vita dichiarato un elemento centrale della compliance fiscale.

=> Accertamento fiscale: come difendersi dalle indagini bancarie

Per evitare contenziosi con il Fisco sui flussi finanziari è necessario registrare ogni movimento bancario, altrimenti quelli non giustificati possono trasformarsi in un recupero d’imposta. La conservazione di contratti o scritture private con data certa rimangono gli unici strumenti per evitare che la presunzione fiscale si traduca in un accertamento definitivo.