Scatta l’operazione trasparenza per le piccole e medie imprese: con il provvedimento del 3 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha dato il via libera ufficiale ai modelli per l’accesso al regime opzionale di controllo del rischio fiscale. Le PMI possono ora inviare l’istanza per ottenere lo scudo sulle sanzioni e una corsia preferenziale nel dialogo con il Fisco, adottando un sistema di gestione del rischio (TCF) modellato sulla cooperative compliance delle grandi aziende.
Come funziona l’adempimento collaborativo per le PMI
Il sistema di controllo del rischio fiscale è pensato per i contribuenti che restano esclusi dalle soglie dell’adempimento collaborativo ordinario ma che puntano a certificare la propria correttezza fiscale per abbattere il contenzioso. Il suo funzionamento è dettagliato dall’articolo 7-bis del Dlgs 128/2015.
I benefici premiali rappresentano il cuore della misura: le imprese ammesse accedono alla riduzione dei termini di decadenza per l’accertamento e all’esclusione delle sanzioni per i rischi comunicati preventivamente. Significa che, se l’impresa commette irregolarità in buona fede o seguendo indicazioni fornite dopo aver presentato istanza di interpello, non si applicano sanzioni e scattano ulteriori effetti premiali.
Le indicazioni per l’accesso al regime sono contenute nel Decreto MEF luglio 2025, mentre il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 3 febbraio 2026 dettaglia le modalità di inoltro degli interpelli da parte delle imprese che vi aderiscono.
Requisiti per il regime opzionale TCF e benefici premiali
L’opzione ha una durata di due periodi d’imposta, è irrevocabile e prevede il rinnovo tacito in assenza di revoca esplicita. I requisiti d’accesso sono definiti in base al fatturato:
- imprese con ricavi o volumi d’affari inferiori a 500 milioni di euro per il biennio 2026-2027;
- stabili organizzazioni in Italia di società non residenti che implementano il sistema di controllo;
- soggetti già allineati alle linee guida del DM 9 luglio 2025.
Modelli di adesione e invio via PEC
Per attivare il regime, le imprese devono trasmettere il nuovo “Modello di adesione al regime opzionale di adozione del sistema di controllo del rischio fiscale”. La trasmissione deve avvenire esclusivamente via PEC all’indirizzo dc.acc.cooperative@pec.agenziaentrate.it, conservando la ricevuta di accettazione che funge da prova legale della data di inoltro.
Il modello è “reversibile”: lo stesso modulo serve infatti per comunicare l’opzione di uscita e impedire il rinnovo automatico dopo il primo biennio (bisogna quindi barrare la casella corretta rispetto all’operazione prescelta).
Nella compilazione è richiesta l’indicazione dei referenti tecnici abilitati all’interlocuzione con l’Ufficio Adempimento Collaborativo, garantendo così un canale diretto per la risoluzione preventiva di eventuali dubbi interpretativi.
Procedura di istruttoria
L’ingresso nel regime non è automatico: l’Agenzia delle Entrate avvia un’analisi del Tax Control Framework aziendale per verificarne l’aderenza ai requisiti di legge.
L’istruttoria segue un cronoprogramma rigido per garantire certezze ai contribuenti: dopo l’analisi della compliance del sistema di rilevazione e gestione del rischio fiscale, entro 120 giorni arriva la comunicazione dell’esito dalla presentazione dell’istanza. È prevista la sospensione dei termini in caso di richiesta di integrazioni documentali da parte dell’ufficio.
Per consultare la documentazione tecnica completa, è disponibile la nostra sezione dedicata all’ Agenzia delle Entrate e alle novità sulla fiscalità d’impresa.