Tratto dallo speciale:

Conti correnti, la stangata del decennio: costi di gestione su del 23%

di Teresa Barone

4 Febbraio 2026 13:46

logo PMI+ logo PMI+
Gestire un conto corrente costa il 23% in più rispetto a dieci anni fa. I dati Bankitalia e l'analisi sui rincari di commissioni e spese fisse tra banche e Poste.

L’attuale scenario dei servizi bancari per le famiglie italiane è segnato da un aggravio strutturale dei costi che ha ormai superato la soglia dei cento euro annui. Secondo i dati ufficiali della Banca d’Italia, la spesa media per la gestione di un conto corrente si attesta oggi a 101,1 euro, con un incremento di 7,2 euro nell’ultimo anno. Questo dato conferma la tendenza analizzata dal Codacons: un rincaro del 23% nell’arco di un decennio, partendo dagli 82,2 euro rilevati nel 2014.

Evoluzione dei costi medi nel report Banca d’Italia

L’indagine di via Nazionale evidenzia come l’onerosità del rapporto dipenda fortemente dall’anzianità contrattuale. I risparmiatori che mantengono lo stesso conto da anni subiscono l’inerzia dei vecchi listini, mentre la mobilità verso nuove offerte digitali rappresenta il principale strumento di risparmio. Nello specifico, l’analisi rileva:

  • conti aperti da oltre dieci anni con una spesa media di 118,4 euro;
  • nuovi rapporti con costi che si fermano mediamente a 73,3 euro;
  • spese fisse salite a 65,4 euro, con un aumento di 3,1 euro legato principalmente ai canoni base.

Rincari commissioni e impatto della Commissione di Istruttoria Veloce

La vera stangata per i correntisti risiede nell’esplosione delle spese variabili, balzate a 35,7 euro (+4,1 euro). La strategia degli istituti di credito punta a mantenere stabili i costi di mantenimento per capitalizzare sull’operatività effettiva, che oggi raggiunge le 184 operazioni medie annue. In questo contesto, assume un peso rilevante anche la Commissione di Istruttoria Veloce (CIV).

Sebbene sia applicata solo sul 2,6% dei conti, la CIV registra un valore medio di 16,2 euro per ogni evento di sconfinamento. Questo onere, unito al rincaro delle commissioni sui singoli servizi (bonifici, prelievi e pagamenti), ha generato un’impennata dei costi variabili del 34,2% rispetto ai livelli del 2014, quando la spesa si fermava a 26,6 euro.

Confronto tra conti online e soluzioni postali

La segmentazione del mercato per canale distributivo conferma il vantaggio competitivo del fintech, nonostante una timida correzione al rialzo dei listini digitali. I conti online restano la scelta più economica, con una spesa media di 30,6 euro a fronte di un rincaro di 1,7 euro. Diverso il discorso per i servizi postali, dove l’incremento è stato più marcato:

  • conti postali con costi saliti a 71,6 euro dai 67,3 euro della precedente rilevazione;
  • commissioni unitarie in crescita sia per i pagamenti allo sportello sia per quelli digitali;
  • incidenza dell’operatività superiore alla media nazionale a causa della frequenza d’uso dei canali fisici.

Per contrastare l’aumento delle commissioni, diventa essenziale monitorare costantemente l’Indicatore Sintetico di Costo (ISC) presente nei fogli informativi. Per una panoramica completa sulle opzioni di risparmio e le offerte del mese, è possibile consultare la nostra guida dedicata al conto corrente e alla tutela del risparmio.