La fase di allentamento graduale della politica monetaria della BCE impatta positivamente su mutui e prestiti alle imprese. I dati ABI (Associazione Banche Italiane) indicano che in ottobre il tasso medio applicato sui mutui è sceso del 3,25%, mentre quello sulle nuove operazioni di rifinanziamento alle imprese è calato al 3,33%. Resta invece stabile rispetto a settembre l’indice medio riferito al totale dei prestiti (al 3,92%).
Alla discesa del costo del denaro corrisponde un aumento del totale dei finanziamenti chiesti da imprese e famiglie, mentre prosegue anche il calo dei crediti deteriorati.
Mutui e prestiti: i tassi aggiornati
La Banca Centrale Europea, dopo una lunga fase di politica monetaria restrittiva iniziata nell’estate del 2022 per contrastare il rialzo dell’inflazione, da giugno 2024 ha intrapreso un percorso di allentamento che ha portato a otto tagli consecutivi dei tassi d’interesse. Non una vera e propria fase espansiva, ma un deciso cambio di rotta che ha portato il tasso sui depositi al 2%. Gli effetti si sono progressivamente registrati sul mercato del credito, facendo scendere il costo dei prestiti e dei mutui, sebbene non in modo proporzionale: diversi studi evidenziano come gli spread bancari siano rimasti troppo elevati.
La flessione registrata dal tasso medio sui mutui casa per acquisto di nuove abitazioni, in calo a ottobre al 3,25% rispetto al 3,28% del mese precedente ed al 4,42% del dicembre 2023. I prestiti alle imprese, con tasso al 3,33% in ottobre, segnavano un 3,38% in settembre e un 5,45% nel dicembre 2023.
Accesso al credito: i nuovi trend
Le condizioni del credito vanno dunque migliorando e questo si riflette sulla quantità dei prestiti a imprese e famiglie, il cui ammontare è cresciuto ad ottobre dell’1,8% rispetto ad un anno fa e dell’1,6% rispetto a settembre. Il trend attuale conferma quello registrato fin dai mesi scorsi: per le famiglie è il nono mese in cui si registra un incremento dei finanziamenti ipotecari concessi mentre per le imprese è il terzo mese consecutivo in cui crescono le linee di credito erogate.
NPL: crediti deteriorati in calo
L’ABI registra anche un calo dei crediti deteriorati netti: 29,3 miliardi di euro rispetto ai 30,2 miliardi di marzo scorso (erano 31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto ai massimi 2025 (a quota 196,3 miliardi), risultano in calo di 167 miliardi. Ad agosto rappresentavano l’1,41% dei crediti totali, un rapporto inferiore rispetto all’1,48% del marzo 2025.
Costo del denaro: cosa aspettarsi dalla BCE
Non ci sono indicazioni ufficiali sulle prossime mosse di politica monetaria. A settembre la BCE ha lasciato invariato il costo del denaro e ribadito il criterio per cui le decisioni continueranno ad essere prese di volta in volta, ossia in base ai dati macro-economici.
Ci sarebbero attese per un nuovo allentamento a fine anno ma l’instabilità del contesto geo-politico rende difficile per il momento avanzare previsioni attendibili. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha peraltro dichiarato che l’attuale livello dei tassi è «neutrale ma ancora rivedibile, dato il contesto di bassa crescita, se non di stagnazione, dell’area Euro».