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Regime forfettario: guida alle novità fiscali introdotte dalla Manovra 2026

di Redazione PMI.it

Pubblicato 21 Gennaio 2026
Aggiornato 23 Gennaio 2026 12:12

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La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto diverse novità fiscali che impattano anche sull’attività dei contribuenti forfettari: cosa cambia e cosa resta invariato in materia di requisiti di accesso al regime agevolato, aliquote, detassazioni e compensazioni.

Il regime forfettario rappresenta una scelta molto condivisa dai lavoratori autonomi e dalle piccole imprese, che possono contare su una tassazione agevolata e su numerose semplificazioni di natura contabile e fiscale.

La Legge di Bilancio 2026 entrata in vigore il 1° gennaio ha introdotto alcune novità che coinvolgono anche i contribuenti forfettari, confermando i vantaggi, l’opportunità di ottenere un risparmio annuale consistente e la soglia di accesso già in vigore.

Oltre a beneficiare della tassazione agevolata grazie all’applicazione dell’aliquota ridotta al 15% che scende al 5% per le nuove attività, infatti, i forfettari accedono all’esenzione dall’applicazione IVA sulle fatture emesse e sugli acquisti. È anche previsto l’esonero dall’obbligo di tenuta delle scritture contabili e dall’applicazione degli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale). Con la Manovra 2026, inoltre, resta ampia la platea dei contribuenti che possono aderire a questo regime agevolato.

Approfondiamo le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 che coinvolgono anche i contribuenti forfettari, fermo restando che, per informazioni di carattere più generale, è possibile consultare la guida “Regime forfettario” pubblicata da Fatture in Cloud.

Requisiti di accesso e platea dei beneficiari

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato i requisiti di accesso al regime forfettario, sia per quanto riguarda il limite dei ricavi sia per il contemporaneo reddito derivato da lavoro dipendente o pensione:

  • il limite dei ricavi o compensi è sempre pari a 85.000 euro annui stabilito dalla Finanziaria 2023. Se questo limite non viene superato, quindi, il contribuente può avvalersi del regime forfetario anche nell’anno successivo. Non è andato in porto, infatti, l’innalzamento della soglia fino a 100.000 euro ipotizzata inizialmente, quindi anche nell’anno successivo;
  • non deve superare i 35.000 euro la soglia massima di reddito da lavoro dipendente o pensione percepita nell’anno precedente (questi redditi, in ogni caso, vengono tassati con le aliquote IRPEF ordinarie, mentre il reddito da attività autonoma è soggetto all’imposta sostitutiva).

Coefficienti di redditività e rimborsi

Restano invariati anche i coefficienti di redditività utilizzati per il calcolo della base imponibile, differenziati a seconda del codice ATECO.

È in vigore da gennaio 2025, inoltre, la normativa in base alla quale non costituiscono più reddito imponibile per il forfettario i rimborsi delle spese per viaggi, vitto e alloggio che vengono addebitati analiticamente al cliente.

Nessuna variazione anche per la soglia dei 20.000 euro annui lordi relativa ai compensi concessi a dipendenti o collaboratori.

Nuove detassazioni in busta paga

Con l’obiettivo di ridurre contributi e imposte applicate sulle buste paga dei lavoratori dipendenti, la Legge di Bilancio 2026 ha previsto la riduzione dal 35% al 33% dell’aliquota da applicare per calcolare l’IRPEF relativamente ai redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.

Sono quindi previsti tre scaglioni distinti, vale a dire aliquota del 23% per i redditi fino a 28.000 euro, del 33% per i redditi da 28.000 a 50.000 euro e del 43% per i redditi che superano i 50.000 euro.

Questa novità genera una riduzione del carico fiscale a beneficio dei lavoratori dipendenti e coinvolge anche coloro che, pur appartenendo a questa categoria, svolgono attività di lavoro autonomo in regime forfettario.

Compensazioni verticali e orizzontali: cosa cambia dal 2026

Con la Manovra 2026, inoltre, vengono introdotte modifiche alla gestione delle compensazioni: se quelle verticali restano confermate, vale a dire relative all’utilizzo di un credito per pagare un debito della stessa imposta, la stretta del Governo riguarda le compensazioni orizzontali.

Per le compensazioni esterne, infatti, dal 1° gennaio 2026 scende da 100.000 euro a 50.000 euro il limite dei debiti iscritti a ruolo oltre il quale scatta il divieto assoluto di applicare le compensazioni.

Nuova ritenuta B2B: i rischi per i forfettari

Un’altra novità della Legge di Bilancio, infine, è relativa all’introduzione della nuova ritenuta B2B con entrata in vigore graduale, precisamente con aliquota fissata allo 0,50% dal 2028 e aliquota dell’1% dal 2029.

Sebbene i forfettari operino in un regime di franchigia IVA e siano esclusi dagli obblighi di sostituto d’imposta, l’applicazione della nuova ritenuta B2B potrebbe generare errori nelle fatture ricevute da parte dei committenti.

Fatture in Cloud: il software per forfettari semplice e completo

Alla luce di tutti questi cambiamenti normativi, per i contribuenti forfettari si rivela determinante poter contare su un software di fatturazione in grado di gestire in modo completo tutta l’attività, azzerando i rischi e preparandosi a eventuali controlli avviati dall’Agenzia delle Entrate anche al fine di verificare la permanenza dei requisiti per il regime fiscale agevolato.

Fatture in Cloud è il software di fatturazione che consente di mantenere l’attività sempre sotto controllo,  potendo contare su un programma semplice, veloce e accessibile ovunque.

Fatture in Cloud, infatti, rappresenta un alleato prezioso per i contribuenti forfettari grazie alle numerose funzionalità offerte dal software:

  • fatturazione elettronica completa per creare, inviare e ricevere le e-fatture a norma, inclusa la firma digitale e la conservazione sostitutiva;
  • gestione completa di preventivi, acquisti, scadenze relative alle fatture e agli F24;
  • emissione e ricezione di pagamenti direttamente nel software;
  • analisi dei dati per controllare l’andamento dell’attività in qualsiasi momento
  • verifica in tempo reale del fatturato, con notifica quando si avvicina e/o supera il limite degli 85.000 euro;
  • stima delle tasse da versare;
  • app mobile, per accedere e gestire l’attività anche da smartphone e tablet
  • connessione con il commercialista, che può verificare in tempo reale l’andamento dell’attività e scaricare in autonomia le fatture.

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