Con la pubblicazione di un apposito decreto del Ministero della Salute, prende il via la sperimentazione nazionale dei servizi di telemedicina dedicata agli anziani over 80 affetti da almeno una patologia cronica. Il provvedimento, adottato di concerto con il ministero dell’Economia e quello per le Disabilità, mette a disposizione 150 milioni di euro per sviluppare progetti di assistenza a distanza, con un orizzonte temporale massimo di 18 mesi ed un’articolazione geografica ripartita in tre macro-aree: Nord, Centro, Mezzogiorno.
La sperimentazione non attiva immediatamente i servizi ma crea il quadro operativo entro cui le Regioni potranno avviare le adesioni nei prossimi mesi. Con l’entrata a regime dei progetti, invece, gli anziani e i loro caregiver potranno accedere a visite a distanza, monitoraggi continuativi, strumenti digitali semplificati e percorsi coordinati tra domicilio e servizi territoriali.
Telemedicina per i grandi anziani: cosa prevede il decreto
Il Decreto 7 ottobre 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14 novembre 2025 individua le prestazioni di telemedicina che possono essere attivate per i grandi anziani e definisce i requisiti che devono avere i progetti regionali per accedere ai finanziamenti. La sperimentazione è infatti articolata su base nazionale ma con una forte declinazione territoriale: l’Italia viene tripartita dal punto di vista organizzativo e ciascuna macro-area dovrà esprimere almeno un progetto di telemedicina dedicato alla fascia di popolazione coinvolta.
L’obiettivo è duplice: da un lato migliorare il supporto clinico e assistenziale ai pazienti cronici, dall’altro testare modelli organizzativi e tecnologici che possano essere poi estesi su scala più ampia nel Servizio Sanitario Nazionale. Il decreto si inserisce infatti nel percorso già tracciato dalle linee guida nazionali sulla telemedicina e dagli investimenti del PNRR sulla sanità digitale.
A chi si rivolgono i nuovi servizi di telemedicina
La sperimentazione è rivolta ai cosiddetti “grandi anziani”: in linea generale, pazienti con età pari o superiore a 80 anni, affetti da almeno una patologia cronica e con bisogni assistenziali continuativi. Secondo le stime contenute nella documentazione di accompagnamento, i progetti dovranno coinvolgere complessivamente tra 50.000 e 60.000 persone, distribuite tra le tre macroaree del Paese.
La selezione degli assistiti avverrà tramite i servizi sanitari regionali, in coordinamento con medici di medicina generale, specialisti e servizi di assistenza domiciliare. Saranno privilegiati le persone:
- con più patologie o rischio elevato di riacutizzazioni;
- che hanno difficoltà negli spostamenti per controlli o visite;
- che necessitano di monitoraggio regolare dei parametri clinici;
- che vivono condizioni di fragilità con ricoveri ripetuti.
Telemedicina per grandi anziani: i servizi offerti
La sperimentazione si inserisce nella cornice della Missione 6 del PNRR, delle linee guida sulla telemedicina approvate nel 2022 e del modello territoriale del DM 77/2022. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14 novembre 2025.
I progetti regionali dovranno proporre principalmente telemonitoraggio dei parametri vitali tramite dispositivi connessi, con invio automatico dei dati alle strutture sanitarie e teleassistenza e/o teleconsulto medico o multiprofessionale per valutazioni periodiche, aggiustamenti terapeutici e supporto ai caregiver. Sono previsti anche interventi di educazione sanitaria a distanza per migliorare l’aderenza alle terapie e programmi di supporto psicologico rivolti a contrastare isolamento e fragilità.
Requisiti per i progetti finanziati
La sperimentazione durerà fino a 18 mesi dall’avvio dei progetti regionali e utilizzerà la dotazione di 150 milioni stanziata con il decreto. I fondi saranno assegnati tramite selezione nazionale e potranno finanziare interventi domiciliari digitalizzati, piattaforme, dispositivi clinici connessi e servizi. Il decreto richiama le linee guida nazionali del 2022, che stabiliscono standard e requisiti organizzativi.
Le Regioni dovranno presentare proposte coerenti con le linee guida e con i modelli territoriali introdotti dal DM 77/2022. Tra i criteri richiesti figurano interoperabilità dei sistemi, percorsi di presa in carico chiari, indicatori di esito e integrazione con Case della Comunità, distretti e assistenza domiciliare.
Agenas seguirà la selezione, il monitoraggio e la valutazione dei progetti, raccogliendo dati utili a misurare riduzione dei ricoveri evitabili, qualità della presa in carico e soddisfazione di pazienti e famiglie.