Dirigenti Terziario: 320 euro al mese in più dal 2026

di Redazione PMI.it

10 Novembre 2025 10:55

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Confcommercio e Manageritalia hanno rinnovato il Contratto Collettivo: aumento complessivo da 800 euro al mese, da gennaio 320 euro in più in busta paga.

Le parti hanno firmato il rinnovo del contratto dei dirigenti del Terziario, che verrà applicato a partire dal primo gennaio 2026. Il nuovo CCNL siglato da Confcommercio e Manageritalia prevede aumenti contrattuali diluiti nel tempo, che iniziano con 320 euro al mese a partire dal 2026.

Novità importanti anche sull’invecchiamento attivo, con contratti specifici per dirigenti vicini alla pensione a cui attribuire funzioni di tutoraggio o mentoring. Inserita infine nel contratto la previsione di favorire iniziative a sostengo della genitorialità.

CCNL Dirigenti Terziario 2026-2028

Dal 1° gennaio 2026, le tutele contrattuali saranno estese a tutte le risoluzioni del rapporto di lavoro, ad eccezione delle dimissioni volontarie e dei licenziamenti per giusta causa.

Aumento stipendi

Il testo del nuovo contratto copre il triennio 2026-2028. Prevede un aumento complessivo di 800 euro diluito nel corso del triennio, volti ad incrementare il minimo contrattuale mensile.

Da gennaio 2026 scatta un aumento di 320 euro al mese che porta il minimo contrattuale a 4mila 660 euro. Nel 2027, si aggiungono altri 260 euro e il minimo raggiunge i 4mila 920 euro. Infine, nel 2028 parte l’ultimo incremento, pari a 220 euro, che alza il minimo contrattuale a 5mila 140 euro.

Gli incrementi non saranno computabili in riduzione o a compensazione di trattamenti individuali già attivi, tranne per le somme concesse dopo il 31 luglio 202  a titolo di acconto o anticipazione su futuri aumenti contrattuali o erogate come recupero del potere d’acquisto degli stipendi.

Ricollocazione professionale

Il contributo aziendale dovuto al CFMT al momento della cessazione sarà ridotto da 2.500 a 2.000 euro, al fine di rafforzare i programmi di employability e il supporto alla ricollocazione dei dirigenti.

Assunzioni agevolate

Cambiano le agevolazioni contributive applicabili alle nuove assunzioni. La riduzione della contribuzione integrativa, già prevista dal contratto, non dipende più dall’età del dirigente neo assunto o nominato ma può essere applicata indipendentemente dall’età per una sola vota nella carriera del manager. E ha un carattere temporaneo di due anni, elevabile a tre anni in caso di contratto a termine stipulato con un dirigente senior cessato dal servizio.

Le nuove regole si applicano anche ai Temporary manager e ai dirigenti disoccupati con almeno 48 anni, restando in vigore il beneficio contributivo legato al reddito. Restano validi i contratti già firmati alla data di sottoscrizione dell’accordo.

Invecchiamento attivo

Per sostenere il ricambio generazionale e valorizzare l’esperienza dei profili senior, viene poi introdotta una misura sperimentale di invecchiamento attivo, che consente alle aziende di trattenere o reinserire dirigenti prossimi alla pensione per attività di tutoraggio e mentoring. L’incentivo si applica a contratti a termine, anche part-time, stipulati con dirigenti fino a tre anni prima dell’età pensionabile, per un periodo massimo di tre anni.

L’agevolazione contributiva, prevista dall’articolo 30 del CCNL, potrà essere concessa una sola volta, anche se già utilizzata in precedenti rapporti di lavoro. Il manager deve essere a tre anni al massimo dalla pensione di vecchiaia, ed aver cessato il rapporto di lavoro. In caso di cessazione anticipata, al dirigente spettano tutte le mensilità mancanti al termine del contratto.

Welfare e inclusione

Si confermano i 1500 euro annui di welfare aziendale minimo, c’è un impegno delle parti a potenziare questi strumenti, aumenta il contributo annuo per la formazione professionale, viene istituito un nuovo organismo dedicato a diversità, equità, inclusione e trasparenza retributiva, per promuovere una cultura del lavoro equa e sostenibile.

Il contratto riconosce anche un ruolo centrale alle politiche di sostegno alla famiglia, valorizzando il programma “Un Fiocco in Azienda”, volto a promuovere la genitorialità responsabile, il coinvolgimento dei padri e il rientro delle madri dopo la maternità.

Sono infine inserite nel contratto nuove tutele per i dirigenti affetti da malattie oncologiche, invalidanti o degenerative. Per i dirigenti colpiti da queste gravi patologie è previsto il mantenimento della copertura sanitaria FASDAC per un massimo di 24 mesi, a carico del datore di lavoro, durante i periodi di congedo non retribuito concessi ai sensi della legge 106/2025. Tale misura si aggiunge alle tutele già previste in caso di malattia.