Presentata a Roma, in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, l’Indagine ACRI-IPSOS 2025 che fotografa il rapporto degli italiani con il denaro, in un contesto ancora segnato da inflazione, instabilità internazionale e sfide di sostenibilità. I dati di quest’anno raccontano un Paese più prudente ma non rassegnato: gli italiani risparmiano di più, riscoprono il valore della sicurezza economica e cominciano a orientare le proprie scelte anche in funzione di criteri sociali e ambientali.
Un segnale importante, che trasforma la Giornata del Risparmio da celebrazione simbolica a momento di riflessione concreta su fiducia e coesione sociale.
Il valore del risparmio nel contesto economico
Promossa dall’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio (ACRI) in collaborazione con IPSOS, la ricerca annuale misura la fiducia economica delle famiglie italiane e analizza le dinamiche evolutive sulle abitudini di risparmio, investimento e pianificazione finanziaria. Dopo anni di incertezza e inflazione, gli italiani riscoprono il valore del denaro come protezione dal rischio e come leva per la stabilità familiare. Tuttavia, cresce anche l’attenzione al suo impatto sociale e ambientale, segno di una trasformazione profonda nella cultura economica nazionale.
Il quadro mostra dunque un’Italia che risparmia di più ma in modo diverso. Il risparmio non è più solo difesa ma anche leva di fiducia e coesione sociale. La transizione passa attraverso educazione finanziaria, innovazione degli strumenti e ruolo attivo delle imprese nella promozione della sostenibilità economica e ambientale.
Secondo l’indagine, il 91% degli italiani ritiene il risparmio un valore da trasmettere alle nuove generazioni. Cresce il numero di chi riesce a mettere da parte qualcosa ogni mese (dal 41% al 44%), ma aumenta anche la quota di chi fatica a risparmiare (32%).
| Comportamento | 2024 | 2025 |
|---|---|---|
| Riesce a risparmiare | 41% | 44% |
| Non riesce a risparmiare | 30% | 32% |
| Spende tutto ciò che guadagna | 24% | 22% |
Il risparmio resta quindi una risorsa centrale per le famiglie, ma si polarizza: chi può risparmiare tende a investire in strumenti più diversificati, mentre le fasce più deboli usano i risparmi per fronteggiare l’aumento dei prezzi e dei tassi.
Fiducia e percezione del futuro
Il clima di fiducia migliora lievemente rispetto al 2024, ma rimane prudente. Il 53% degli italiani guarda con preoccupazione al proprio futuro economico, mentre solo il 28% si dichiara ottimista. A crescere è la fiducia verso le istituzioni finanziarie e gli intermediari di prossimità, come banche locali e consulenti.
| Indicatore di fiducia | 2024 | 2025 |
|---|---|---|
| Fiducia nel sistema economico | 45% | 47% |
| Fiducia nelle banche | 41% | 44% |
| Fiducia nel futuro personale | 26% | 28% |
Gli italiani riconoscono il ruolo del risparmio come “bussola morale” in un contesto incerto. Si afferma un nuovo equilibrio tra sicurezza e progettualità, dove la fiducia è vista come condizione per investire, ma anche per contribuire al benessere collettivo.
Propensione al risparmio e gestione finanziaria
Nel 2025 cresce l’interesse verso strumenti finanziari semplici e trasparenti. Il 37% preferisce tenere i risparmi in liquidità, il 22% utilizza conti deposito, mentre il 19% si affida a fondi comuni o strumenti d’investimento.
| Strumento di risparmio | Quota 2025 |
|---|---|
| Liquidità / conto corrente | 37% |
| Conti deposito | 22% |
| Fondi comuni / ETF | 19% |
| Polizze assicurative / previdenza | 14% |
Gli italiani restano prudenti: la liquidità resta la prima forma di risparmio, ma aumenta la consapevolezza dei rendimenti reali e del peso dell’inflazione. Si consolida una “finanza difensiva”, che privilegia strumenti a basso rischio.
Disuguaglianze e inclusione economica
L’indagine mette in luce la crescente disuguaglianza nella capacità di risparmio. Il 20% delle famiglie dichiara di non riuscire più a far fronte alle spese ordinarie. Aumenta anche la distanza generazionale: il 55% dei giovani sotto i 35 anni ha risparmi inferiori a 5.000 euro, contro il 23% tra gli over 55.
| Fascia | Capacità di risparmio |
|---|---|
| Giovani (18–34) | Bassa (55%) |
| Adulti (35–54) | Media (42%) |
| Over 55 | Alta (23%) |
La fragilità finanziaria rimane un tema aperto. ACRI e IPSOS segnalano che i risparmiatori “vulnerabili” aumentano di due punti percentuali in un anno. Si rafforza quindi la necessità di politiche fiscali e strumenti educativi per colmare i divari territoriali e generazionali.
Giovani, donne e nuove forme di risparmio
Il 2025 segna un cambio culturale: le donne e i giovani risparmiatori si mostrano più attenti alla pianificazione e all’impatto sociale dei propri investimenti. Il 58% delle donne considera il risparmio come strumento di autonomia economica, mentre il 42% dei giovani associa il concetto di risparmio all’opportunità di “cambiare la propria vita”.
| Categoria | Obiettivo principale del risparmio |
|---|---|
| Donne | Autonomia economica (58%) |
| Giovani | Progetto personale / futuro (42%) |
| Uomini | Tutela familiare (45%) |
Il risparmio si fa più identitario e più legato alla sfera personale. Si riduce la distanza tra risparmio e investimento: cresce la voglia di strumenti personalizzati, anche digitali, che uniscano rendimento e coerenza valoriale.
Finanza sostenibile e ruolo delle imprese
Il 61% degli italiani dichiara che le imprese dovrebbero integrare criteri ESG nelle loro strategie di investimento, e il 48% afferma di voler privilegiare prodotti finanziari sostenibili, anche a fronte di rendimenti più bassi. Tra gli over 55 la percentuale scende al 32%, segno di una maggiore sensibilità tra le nuove generazioni.
| Indicatore | Totale popolazione | Under 35 |
|---|---|---|
| Preferenza per investimenti ESG | 48% | 62% |
| Disponibilità a minor rendimento per sostenibilità | 39% | 54% |
La sostenibilità diventa così un driver strutturale del risparmio privato. Le imprese sono chiamate a rafforzare la trasparenza e la rendicontazione, mentre il sistema bancario deve rendere accessibili prodotti ESG a platee più ampie.